martedì 16 dicembre 2008

Patto per Bologna sicura

PATTO PER LA SICUREZZA
DELL’AREA BOLOGNESE


“Protocollo di intesa in materia di sicurezza urbana” siglato il 20 settembre 2005 e il Patto per la sicurezza 20 marzo 2007 sottoscritto dal Ministro dell’Interno e dal Presidente dell’Anci


ART. 1
Moduli di confronto permanente
Ferme restando le linee operative di prevenzione e vigilanza di cui al Piano di
controllo coordinato del territorio, la Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di
Bologna ed il Comune di Bologna, ciascuno nell’ambito della propria competenza,
proseguiranno ed implementeranno il modulo permanente di confronto già
positivamente praticato, unitamente alle Forze di Polizia territoriali, per fronteggiare,
nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, in un’ottica
di condivisione e raccordo, l’emergere di situazioni di illegalità che necessitino della
predisposizione straordinaria di azioni di contrasto congiunte.

“Tavolo di lavoro sulla sicurezza urbana” composto da rappresentanti di entrambi
gli Uffici e della Questura, del Comando Provinciale Carabinieri e del Comando
Provinciale della Guardia di Finanza.

al fine di assicurare un più intenso ed integrato processo
conoscitivo delle problematiche emergenti sul territorio, potranno essere chiamati a
partecipare di volta in volta i Presidenti dei Quartieri della città eventualmente
interessati dalle specifiche problematiche, anche in aderenza al modello di
decentramento sul proprio territorio adottato dal Comune di Bologna con recente
delibera, nonché i rappresentanti delle istituzioni, di enti e/o di comitati di cittadini
che possano o intendano fornire il proprio contributo alla risoluzione delle criticità
in esame.

rappresentanti della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Bologna.

La valutazione dei progetti e la periodica verifica della loro attuazione
effettuate in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Le conseguenti direttive , per i profili attinenti ai servizi di ordine e di sicurezza
pubblica, saranno attuate dal Questore nell’ambito delle proprie funzioni di
coordinamento tecnico-operativo.

ART. 2
Degrado ambientale e disagio sociale
In base a quanto emerso dall’analisi congiuntamente condotta circa gli aspetti più
problematici presenti nel capoluogo, le parti intraprenderanno – ciascuna per le
proprie competenze - iniziative organiche e coordinate che vedano il coinvolgimento
eventuale di altri Enti e/o soggetti istituzionali o esponenziali,

In particolare, le parti convengono di dedicare ogni possibile impegno e risorsa alla
riqualificazione dei seguenti ambiti territoriali mediante specifici progetti che privilegino
il recupero della vivibilità dei luoghi a beneficio dell’intera cittadinanza :
- con riguardo al centro storico, le zone di Via del Pratello, Piazza Verdi, Piazza
Santo Stefano, Piazza XX Settembre e la limitrofa Galleria 2 Agosto;
- nella prima periferia della città, le aree che presentano analoghe problematiche di
degrado e di insicurezza, in relazione alle quali verranno assunte iniziative mirate
alla prevenzione ed al contrasto di attività illecite quali insediamenti abusivi,
prostituzione su strada, spaccio di stupefacenti.

ART. 3
Occupazioni ed insediamenti abusivi
Le parti si impegnano a rafforzare l’azione integrata tra Forze di Polizia territoriali e
Polizia Municipale per un costante monitoraggio degli insediamenti abusivi che
affliggono le aree periferiche della città, con particolare riguardo alle zone fluviali del
capoluogo (Quartieri Borgo Panigale, Reno, Navile).

- esigenze di contenimento riferite alle “popolazioni senza territorio”
- iniziative di inclusione sociale ritenute più adeguate.
- analogamente per le occupazioni abusive di stabili di proprietà pubblica, con particolare riferimento agli immobili di edilizia residenziale pubblica.

ART. 4
Esercizi pubblici
Le parti si impegnano a procedere ad un ampliamento delle verifiche di polizia
amministrativa, sul meccanismo di proposta di revoca della licenza di pubblico esercizio ex art. 19 del DPR 24 luglio 1977, n. 616 – in presenza delle condizioni di grave compromissione
della sicurezza pubblica - sul presupposto che anche i fenomeni di apparente mera
irregolarità amministrativa, qualora determinino gravi ripercussioni sulla percezione di
sicurezza dei cittadini, debbano essere ricondotti a problematiche di sicurezza
pubblica, nel quadro del principio del c.d. “ordine pubblico economico”.

ART. 5
Commercio ambulante abusivo
Le parti si impegnano a svolgere, in aggiunta all’attività di monitoraggio e controllo
ordinariamente assicurata, servizi straordinari di contrasto dell’abusivismo
commerciale ambulante in forma congiunta, previa individuazione delle zone
maggiormente interessate dal fenomeno
l’ordinaria attività svolta in tale ambito dalla Polizia
Municipale venga supportata da interventi congiunti delle Forze di Polizia.
Per quanto attiene la lotta alla contraffazione, saranno implementati servizi specifici
anche con il coinvolgimento di personale della Guardia di Finanza.

ART. 6
Azioni di contrasto della violenza sessuale
Le parti si impegnano ad intensificare l’azione di contrasto al fenomeno della violenza
a donne e minori, dedicando una specifica articolazione del Tavolo di lavoro di cui
all’articolo 1, lettera a), all’analisi del fenomeno per la successiva, eventuale
pianificazione di iniziative di prevenzione e contrasto nell’ambito del Comitato
Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. In tale quadro verrà promossa ogni
utile iniziativa, anche di formazione e sensibilizzazione, volta a contrastare le violenze
che trovano origine nella discriminazione di genere e di orientamento sessuale.

Il Comune proseguirà la propria funzione di promotore di raccordo tra gli interventi
istituzionali e quelli delle realtà associative operanti sul territorio, nella consapevolezza
che anche l’azione di sostegno a chi ha subito violenza contribuisce a favorire
l’emersione della violenza stessa e dunque svolge una efficace opera di prevenzione.

ART. 7
Prostituzione
Le parti si impegnano a sottoporre alla valutazione del Comitato Provinciale per
l’Ordine e la Sicurezza Pubblica progettualità congiunte di interventi di prevenzione
del fenomeno della prostituzione e dello sfruttamento della stessa a supporto della
primaria competenza attribuita in materia alle Forze di Polizia.
Tali interventi saranno volti anche al contrasto dell’immigrazione clandestina ed alla
prevenzione di eventuali forme di riduzione in schiavitù di esseri umani.

ART. 8
Infortunistica stradale e disagio giovanile
contenimento del fenomeno degli incidenti stradali dovuti a stati di alterazione psico-fisica dei conducenti, soprattutto in relazione al fenomeno delle c.d. “stragi del sabato sera”.

In considerazione del complesso ambito del c.d. “disagio giovanile”, in cui si innestano
attitudini all’abuso di alcool e droga ed alle correlate forme di devianza, potenziale
pregiudizio dell’ordine pubblico e della sicurezza della collettività, le parti si impegnano
a realizzare interventi coordinati di contrasto al fenomeno dello spaccio di droga ed a
rafforzare l’azione di sensibilizzazione e vigilanza sulle tossicodipendenze,
sull’alcoolismo e sul bullismo fra i giovani, anche tramite iniziative di prevenzione nelle
scuole e nel mondo delle discoteche e dei locali notturni.

ART. 9
Potenziamento dell’impiego del sistema di videosorveglianza nel capoluogo
Verrà avviata una valutazione congiunta circa l’ambito e le modalità di un ulteriore
potenziamento e miglioramento, con le risorse messe a disposizione, del sistema di
videosorveglianza esistente nel capoluogo, disciplinato dal Protocollo d’intesa
stipulato in data 15 giugno 2001 ed attualizzato ed ampliato nel Protocollo d’intesa
siglato in data 20 settembre 2005 dal Prefetto e dal Sindaco del Comune di Bologna,
valutandone la possibile estensione a quelle aree in cui si profilano aspetti critici di
degrado ed illegalità.
In particolare il sistema dovrà far capo alle Sale Operative della Polizia Municipale e
delle Forze dell’ordine, per le rispettive competenze, e consentire di registrare scenari
ed eventuali cambiamenti degli stessi, effettuare analisi di scena nonché rilevare e
confrontare con una “black-list” targhe di veicoli sia presso le aree di servizio e di
sosta sia in itinere sulle carreggiate, a supporto delle attività di prevenzione e
contrasto alle illegalità.
Le modalità di impiego del sistema ed ogni aspetto tecnico operativo connesso
all’utilizzazione del medesimo continueranno ad essere disciplinati in conformità alla
direttiva impartita in data 8 febbraio 2005 dal Capo della Polizia - Direttore Generale
della Pubblica Sicurezza e secondo quanto convenuto nell’art. 2 del citato Protocollo
del settembre 2005, che viene ad essere con il presente Patto confermato e rinnovato.

ART. 10
Polizia di prossimità
maggiore raccordo
con le pattuglie automontate, del poliziotto e del carabiniere di quartiere, da una parte;
rafforzando le potenzialità di “lettura del territorio” dei Vigili di quartiere in riferimento ai
temi della vivibilità urbana, istituendo i “Vigili di Prossimità”,

ART. 11
Interventi di ottimizzazione dell’impiego degli organici
Forza di intervento rapido.
Particolari emergenze difficilmente fronteggiabili con le risorse ed i mezzi a disposizione, ad
indirizzare sulla città di Bologna aliquote di personale tratte dalla Forza di intervento
rapido

Revisione delle aree a rischio.
modificare la mappatura delle aree a rischio sulle quali
intervenire con mirate azioni di controllo del territorio. Quanto sopra, anche allo scopo
di poter offrire congrui elementi di valutazione delle emergenze che supportano la
richiesta della “Forza di intervento rapido” da parte del Prefetto.

Verifica dell’attualità della distribuzione dei presidi.
Verrà istituito presso la Prefettura un Gruppo di lavoro composto da rappresentanti
delle Forze di Polizia che nel termine di tre mesi esamini l’attuale organizzazione dei
presidi territoriali delle Forze di Polizia e riferisca al Prefetto, al fine di valutarne
l’attualità e l’eventuale ridistribuzione nell’ottica di un più incisivo controllo del territorio
e con possibile recupero di unità da destinare ai servizi esterni. Sulle eventuali
proposte il Ministero dell’Interno si pronuncerà sollecitamente.

ART. 12
Impiego di manodopera irregolare
Le parti si impegnano a rafforzare le iniziative di contrasto dei fenomeni di c.d. “lavoro
nero” e di c.d. “lavoro clandestino”,

ART. 13
Rafforzamento della integrazione operativa
Le parti, per il conseguimento degli obiettivi individuati nel presente Patto, e, più in
generale, per la realizzazione delle priorità indicate nei precedenti articoli, si
impegnano a proseguire ed affinare le condizioni necessarie per una crescente
integrazione tra gli operatori, mirata all’implementazione della c.d. “sicurezza diffusa”.
Sul piano strettamente operativo, le parti si impegnano, pertanto, a rafforzare la
predisposizione di servizi congiunti – che vedono la partecipazione delle Forze di
Polizia territoriali e della Polizia Municipale - mirati a fronteggiare, nell’ambito delle
rispettive attribuzioni, l’emergere di situazioni di illegalità che necessitino della
predisposizione straordinaria di forme di contrasto.

Le parti, altresì, si impegnano sui seguenti versanti:
•implementazione ed affinamento di percorsi formativi e di aggiornamento
professionale permanenti e congiunti destinati agli operatori delle Forze di
Polizia e della Polizia Municipale:

•interconnessione delle sale operative

•interscambio informativo
elaborazioni statistiche fondate su maggiori livelli di disaggregazione territoriale dei dati.

ART. 14
Risorse e collaborazione logistica, strumentale e finanziaria
le Forze territoriali di polizia
vengono incrementate, rispetto all’attuale organico provinciale, con l’assegnazione di
80 Agenti della Polizia di Stato, 50 Carabinieri e 20 unità di personale appartenente
alla Guardia di Finanza.

In sede di prima applicazione del presente Patto, il Comune di Bologna quantifica il
proprio impegno finanziario per la realizzazione degli obbiettivi del Patto in Euro
1.963.000,00 (unmilionenovecentosessantatremila) di cui Euro 300.000,00
(trecentomila) con un primo versamento nell'istituendo, apposito Fondo Speciale da
allocare presso la contabilità speciale della Prefettura di Bologna Ufficio Territoriale
del Governo.


Gli oneri complessivi derivanti dall’attuazione del Patto saranno, comunque,
successivamente soddisfatti con le contribuzioni che la Regione Emilia Romagna,

la Provincia ed il Comune di Bologna effettueranno all’esito del reperimento delle relative
risorse che conseguirà alle rispettive verifiche di disponibilità di bilancio nell’esercizio
finanziario in corso e nel bilancio di previsione relativo al triennio 2008/2010.

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