mercoledì 8 ottobre 2008

10° Rapporto Regionale sulle politiche comunitarie

10° RAPPORTO
SULLE ATTIVITÀ DELLA REGIONE
EMILIA-ROMAGNA IN ATTUAZIONE
DELLE POLITICHE COMUNITARIE
2006-2007

(Estratto con riferimento alla materia giudiziaria e le politiche di inclusione sociale tratto da http://www.fondieuropei2007-2013.it/upload/normative-doc/Eurorapporto/2007/DecimoEuroRapporto.pdf )

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La partecipazione ai programmi europei
avviene generalmente con tre modalità e
con responsabilità diverse secondo il tipo di
impegno scelto: è prevista la figura del capofila,
del partecipante o dell’associato. Il capofila
presenta formalmente il progetto e, in caso
di approvazione, stipula il contratto con la
Commissione assumendo, quindi, anche la
responsabilità finanziaria del progetto. Collabora,
insieme ai partecipanti, alla ideazione e
realizzazione del progetto, riceve i pagamenti
e si occupa di distribuire le risorse ricevute agli
altri partners. Il partecipante collabora sia nella
fase di preparazione che di realizzazione del
progetto complessivo mettendo a disposizione
anche proprie risorse finanziarie. L’associato
solitamente si occupa della realizzazione di
una parte del progetto e non ha l’obbligo di
impegnare proprie risorse finanziarie.
Per quanto riguarda la partecipazione, essa
avviene, generalmente, attraverso la risposta a
bandi e inviti periodici predisposti dalla Commissione
europea e pubblicati sulla Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee, serie C. Questi
bandi si riferiscono a uno specifico programma
d’azione adottato con decisione del Consiglio
e definiscono l’ambito di intervento, le azioni
finanziabili, i beneficiari, l’entità del contributo,
le modalità e le procedure di accesso, la
scadenza ed il formulario per la presentazione
dei progetti.
4.1 Programma sulla cooperazione
di polizia e giudiziaria in materia
penale - Agis
Il regolamento 630/2002/JHA1 istituisce un
Programma quadro in materia di cooperazione
giudiziaria penale volto a fornire ai cittadini un
elevato livello di protezione in uno spazio di
libertà, sicurezza e giustizia.
I settori di intervento sono la cooperazione
giudiziaria generale e in materia penale, la
cooperazione tra gli organismi di polizia e giudiziari;
la cooperazione tra organismi di polizia
e giudiziari ed altri organismi pubblici o privati
degli Stati membri che operano nel settore della
prevenzione e della lotta contro la criminalità,
organizzata o di altra natura; l’assistenza alle
vittime delle attività criminali.
La partecipazione della Regione Emilia-Romagna
al Programma Agis
Nell’ambito del Programma Agis, la Regione
partecipa ai progetti Safepolis e E.N.a.T. 2.
Il Servizio regionale Politiche per la sicurezza e
la Polizia Locale, dipendente direttamente dal
Gabinetto del Presidente della Giunta, partecipa
al progetto Safepolis – “Crime Prevention
Guidelines for Urban Planning and Design” che
mira a promuovere uno scambio di know-how
fra Italia, Francia e Spagna, con l’obiettivo di
analizzare le migliori pratiche e i problemi tecnici
attinenti la progettazione urbana finalizzata
alla prevenzione dei fenomeni di criminalità
e insicurezza. In particolare verranno organizzati
tre seminari transnazionali fra partner ed
esperti degli altri paesi partner nei quali, sulla
base di orientamenti condivisi, verranno definiti
i parametri tecnici e scientifici attraverso i quali
il Politecnico di Milano elaborerà un supporto
multimediale, redatto in quattro lingue (italiano,
francese, spagnolo e inglese) che illustrerà i
principi di base, i criteri ed i metodi per avvicinare
la disciplina della pianificazione urbana
a quella della prevenzione della criminalità.
Va specificato che attualmente non risultano
esistenti manuali sulla materia che abbiano
come target gli uffici di pianificazione municipale
e come obiettivo la sensibilizzazione
degli addetti. Tale prodotto multimediale sarà
presentato e discusso in una conferenza finale
che sarà organizzata in Italia dalla Regione Emilia-
Romagna congiuntamente al Forum italiano
capitolo4partecipazioneregione 135
per la Sicurezza Urbana. Il 20 e 21 febbraio 2007
a Milano si è tenuto il kick-off meeting che ha di
fatto avviato il progetto.
Sono in fase di analisi i manuali di progettazione
urbanistica finalizzata alla prevenzione dei
fenomeni di criminalità prodotti in Italia, Francia
e Canada al fine di selezionare alcuni modelli di
riferimento che serviranno a definire il manuale
operativo previsto dal progetto.
Nel corso del 2007 sono stati analizzati alcuni
casi studio, anche con visite in loco, in particolare
un’indagine condotta dal Politecnico su
dieci nuovi quartieri sorti nell’area milanese,
tutti caratterizzati da partnership tra pubblico
e privato.
Safepolis – “Crime Prevention Guidelines
for Urban Planning and Design”.
Convenzione: JLS/2006/AGIS/208 del 31 gennaio
2007
Durata: diciannove mesi - 31 gennaio 2007-30
settembre 2008.
Capofila: Politecnico di Milano- Diap, Laboratorio
Qualità Urbana e Sicurezza
Altri Partners: Institut d’Aménagement et d’Urbanisme
de la Ragion Ile-de-France – IAURIF (F);
Centre d’Estudis de Seguretat – Generalitat de
Catalunya (E)
Risorse finanziarie complessive:185.933,92 euro
contributo comunitario:128.273,92 euro di cui
6.590,00 per la RER
struttura regionale coinvolta: Servizio Politiche
per la sicurezza e la Polizia Locale
La Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali
partecipa al progetto E.N.a.T. 2„European
Network against Trafficking“ che si propone
di consolidare e promuovere la cooperazione
tra magistrati e forze dell’ordine che operano
nel settore del contrasto al trafficking a scopo
di sfruttamento sessuale, e organismi pubblici
e privati di assistenza alle vittime e tutela dei
diritti.
Il progetto, funzionale allo sviluppo e creazione
di reti e partnership tra quattro Stati membri
(Italia-Spagna-Francia-Slovenia), due paesi
candidati (Croazia-Romania) e un paese terzo
(Albania), è finalizzato a :
1) individuare le migliori prassi nei seguenti
ambiti:
• individuazione delle vittime di tratta, raccolta
delle deposizione e successivi accertamenti,
• assistenza e protezione sociale delle vittime,
• tutela della sicurezza e dei diritti delle vittime
che collaborano con la giustizia nelle diverse
fasi processuali;
2) elaborare e ratificare protocolli di cooperazione
locale e tra i membri della rete.
È prevista la costituzione di sette gruppi locali
(Italia-Spagna-Francia-Slovenia-Croazia-Romania-
Albania), ognuno composto da rappresentanti
dell’area sociale, della magistratura e
della polizia, per un totale di 50 membri, punti
rete per i sistemi di referenti locale e per la rete
europea.
I destinatari finali sono 500 magistrati, forze
dell’ordine, servizi pubblici e privati di assistenza
vittime, operatori della ricerca, pubblici
ufficiali, ecc.
Dopo la conferenza di lancio svoltasi a Lecce
sono previsti cinque incontri di due giorni
(Lecce, Barcellona, Zagabria, Nizza, Bucarest) e la
conferenza finale di presentazione dei risultati
che si svolgerà a Venezia. Le iniziative sono pubblicizzate
e diffuse sul sito ENaT già esistente2.
Saranno inoltre prodotti database per lo scambio
di informazioni tra i partner e i membri della
rete, il rapporto finale contenente le migliori
prassi e i protocolli di cooperazione e, infine, le
relazioni tenute nelle conferenze e nei two-day.
2 http://www.agis-enat.it
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E.N.a.T. 2 “European Network against
Trafficking”
Convenzione: JLS/2006/AGIS/169 del 30 dicembre
2006
Durata: ventiquattro mesi - 30 dicembre 2006
- 29 dicembre 2008
Capofila: Provincia di Lecce
Altri Partners: Regioni Campania e Puglia, Comune
di Venezia, Questura di Venezia, Procura
della Repubblica di Bologna, Lecce, Trieste
e Venezia, Università di Bologna, Università
Autonoma di Barcellona, Direzione Generale
delle polizie spagnole Madrid, Procura Generale
della Slovenia, Procura Generale Albania, ONG
di Tirana e ONG Valona, Reaching out Bucarest,
A.L.C.S.P.R.S. ONG Nizza, Women’s Room ONG
Zagabria
Risorse finanziarie complessive: 360.000,00
euro
contributo comunitario:252.000,00 euro
struttura regionale coinvolta: Direzione Generale
Sanità e Politiche Sociali
sito web: http://www.agis-enat.it


4.2 Programma Cooperazione
giudiziaria civile
Il regolamento (CE) 743/20023 istituisce un
quadro generale comunitario di attività per
agevolare la cooperazione giudiziaria nel campo
del diritto civile ed è attivo per il periodo 2002-
2006. Annualmente viene definito e pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee,
un programma di lavoro che definisce le azioni
finanziabili, le priorità tematiche e la scadenza
per la presentazione dei progetti.
Il programma prevede tre tipi di Azioni: azioni
specifiche della Commissione europea; sostegno
a Ong europee; progetti specifici di interesse
europeo che coinvolgano beneficiari provenienti
da almeno tre Stati ammissibili al programma.
La partecipazione della Regione Emilia-
Romagna al Programma Cooperazione
giudiziaria civile
Il Servizio regionale Affari legislativi e Qualità
dei processi normativi ha partecipato al progetto
“ADR promoting a wider culture on Alternative
Dispute Resolutions in Civil and Commercial
matters”, conclusosi ad aprile 2007, il cui obiettivo
principale è stato quello di promuovere, fra
cittadini, imprese e professionisti, la conoscenza
dei diversi metodi alternativi di composizione
delle controversie, in materia civile e commerciale,
superando le barriere giudiziarie date
dagli ordinamenti statuali e con particolare
attenzione al tema dello sviluppo della conciliazione
a livello nazionale ed europeo.
Diversi incontri hanno caratterizzato l’attività di
progetto:
• “Kick off meeting” (Bologna - 14 e 15 febbraio
2006) per la definizione del programma di
lavoro, per conoscere gli strumenti ADR presenti
nei paesi partners;
• secondo convegno (Valencia - 29 e 30 giugno
2006) nel quale sono stati illustrati e discussi
il contenuto di brochures e di altri materiali
promozionali, utilizzati per i successivi locals
meeting, quali momenti di comunicazione e
di promozione della cultura della conciliazione
in sede locale;
• Convegno “Le Pubbliche Amministrazioni
per la Conciliazione. Esperienze a confronto”
(Bologna - 9 novembre 2006) organizzato
dalla Regione Emilia - Romagna nell’ambito
del COM-PA, che ha messo a confronto le
diverse esperienze di conciliazione presenti
sul territorio locale (CORECOM, Servizi di
conciliazione presso le Camere di Commercio
e presso il Comune di Zola Predosa);
• Meeting ADR in Aquitania (Bordeaux dal 7 al
9 marzo 2007) organizzato dall’Association
Infodroits di Pessac. L’obiettivo del convegno
è stato l’approfondimento e confronto delle
capitolo4partecipazioneregione 137
diverse tecniche di risoluzione alternativa dei
conflitti (ADR) presenti nella realtà francese.
Dal confronto delle esperienze sono emersi
non solo i punti in comune tra i diversi
ordinamenti, ma anche i principali nodi critici
degli strumenti a disposizione, i settori ove
le tecniche di ADR sono piÙutilizzate e quelli
che meriterebbero, invece, piÙattenzione
dalle istituzioni competenti.
La Regione Emilia-Romagna è stata inoltre
presente in varie iniziative sul territorio regionale,
organizzate dalle Camere di Commercio
regionali, per la promozione dell’ADR e che
hanno rappresentato un primo momento di
attuazione dell’Accordo quadro tra Regione e
Camere di commercio dell’Emilia-Romagna “per
la competitività del territorio e del suo sistema
economico per una nuova fase di sviluppo”
siglato il 26 aprile 2006 da Regione Emilia-Romagna
e Unioncamere regionale.
In attuazione dell'Accordo quadro, il 20 giugno
2007 è stato siglato un protocollo di intesa, da
parte di Regione Emilia-Romagna, Unioncamere
regionale e Agenzia regionale per l´acquisto di
beni e servizi Intercent-Er, finalizzato a promuovere
la conciliazione come strumento di
semplificazione per la risoluzione alternativa
delle controversie in materia civile. L´accordo
prevede, in particolare, l´utilizzo delle procedure
di conciliazione amministrate dagli enti camerali,
attraverso l´inserimento, a titolo sperimentale, di
clausole conciliative nelle convenzioni proposte
da Intercent-Er alle amministrazioni pubbliche,
con la possibilità di utilizzo dei conciliatori
presenti negli elenchi delle Camere. Per renderne
più agevole l´attuazione, si prevedono procedure
di conciliazione con l´utilizzo di forme innovative,
come quella per via telematica e per la soluzione
di controversie internazionali.
Il progetto ADR ha inoltre consentito di
realizzare, un portale web multilingue www.
adreurope.info, strutturato per fornire informazioni
sulle possibilità di utilizzo degli strumenti
ADR nei paesi partners del progetto e per consentire
a cittadini, imprese, ordini professionali,
associazioni dei consumatori e organizzazioni
pubbliche e private, di reperire la normativa di
riferimento nazionale ed europea, individuare
gli enti che fanno conciliazione a livello regionale
e nazionale in ciascun paese, conoscere le
procedure di conciliazione praticate in ciascuna
realtà territoriale e infine trovare contatti utili
cui rivolgersi nel caso si desideri avviare una
pratica conciliativa.
Il sito, nel corso del tempo, verrà arricchito con
la normativa e le informazioni relative ad altri
paesi/regioni, consentendo di avere un quadro
il più possibile completo della conciliazione
a livello europeo. In particolare si mira a dare
ampia informazione sulla possibilità di avviare
un tentativo di conciliazione stragiudiziale,
ricorrendo ai servizi forniti dagli organismi di
conciliazione esistenti sul territorio e rappresenterà
un punto di incontro fra le imprese e la
pubblica amministrazione per semplificare le
procedure comunitarie e commerciali transazionali.
Nell’ambito del progetto è stato pubblicato il
volume “La risoluzione alternativa delle controversie.
Le esperienze di Italia, Spagna e Francia”
che riporta un’analisi approfondita dei diversi
sistemi europei e delle varie problematiche, che
sono state in seguito comparate e discusse tra i
diversi soggetti.
La conferenza internazionale svolta a Firenze il
13 aprile 2007 ha concluso le attività di progetto.
Dal confronto delle esperienze italiane, spagnole
e francesi in tema di conciliazione e dall’analisi
del quadro europeo e della più recente
legislazione dei paesi partners, sono emersi
vantaggi e criticità degli strumenti esistenti, dai
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quali partire per sviluppare adeguate iniziative
di diffusione e sviluppo della conciliazione a
livello regionale, nazionale ed europeo. Per la
Regione Emilia-Romagna è stato un’importante
occasione di confronto con istituzioni locali, imprese,
cittadini. L’interesse manifestato verso il
tema della conciliazione impegnerà la Regione
a proseguire nelle attività di divulgazione e sostegno
ai metodi alternativi di risoluzione delle
controversie, in quanto strumenti di semplificazione
e facilitazione.
“ADR: promoting a wider culture on
Alternative Dispute Resolutions in Civil
and Commercial matters”
Convenzione: JLS/2005 FPC/041-30-CE-
0036399/00-39
Durata: sedici mesi - 31 gennaio 2006 - 30 aprile
2007.
Capofila: Regione Toscana
Altri Partners: Regione Europea Bruxelles (B),
Fundacion Comunidad Valenciana (E), Association
Infodroit (F).
Risorse finanziarie complessive: 140.000 euro
contributo comunitario: 84.000 euro di cui
32.713 per la RER
struttura regionale coinvolta: Servizio Affari
legislativi e Qualità dei processi normativi
sito web: www.adreurope.info
4.3 Programma Daphne II
La Decisione n. 803/2004/CE 21 aprile 2004 dà
seguito al programma Daphne istituito per prevenire
e combattere la violenza contro i bambini,
i giovani e le donne e per proteggere le vittime
e i gruppi a rischio e che terminava nel 2003.
Daphne II ha validità per il periodo 2004-2008 e
una dotazione finanziaria di 50.000.000 euro.
L’Obiettivo è quello di garantire l’effettiva tutela
della salute fisica e psichica di bambini, giovani
e donne, proteggendoli contro ogni forma di
violenza, sia nella vita pubblica che privata,
attraverso la prevenzione dalla stessa e l’assistenza
a chi ne sia stato vittima e di sostenere
e incoraggiare le ONG e le altre organizzazioni
attive in questo settore.
Sono previste diverse tipologie di azioni transnazionali:
Individuazione e scambi di migliori
pratiche ed esperienze operative; Indagini
analitiche per categoria, studi e ricerche; Attività

settoriali con la partecipazione dei beneficiari;
Costituzione di reti multidisciplinari durature;
Azioni di formazione e sviluppo di strumenti didattici;
Elaborazione ed attuazione di programmi
di trattamento; Attività di sensibilizzazione
destinate a un pubblico specifico.
Sono previste, inoltre, attività complementari,
attuate su iniziativa della Commissione, finalizzate
ad accrescere o migliorare le conoscenze
e a divulgare informazioni e risultati relativi al
programma. Tali attività possono consistere in:
elaborazione di indicatori, raccolte di dati, seminari,
riunioni di esperti, divulgazione di buone
prassi scaturite da progetti finanziati.
La partecipazione della Regione al Programma
“Daphne II”
Il Servizio Promozione e sviluppo delle politiche
per la sicurezza e la Polizia Locale, dipendente
direttamente dal Gabinetto del Presidente della
Giunta, partecipa al progetto “La violenza tra
giovani nei luoghi di divertimento: stato dell’arte
e misure adottate dagli attori istituzionali”
(Titolo originale: “La violence entre jeunes
dans les lieux de fête : état des lieux et mesures
prises par les acteurs institutionnels”) che ha
come obiettivo la realizzazione di uno studio
comparativo in alcuni paesi europei sulle dimensioni
della violenza tra i giovani nei luoghi
«di divertimento» e sull’efficacia delle misure
preventive prese dai diversi attori istituzionali.
Per raggiungere questo obiettivo, sono state
previste diverse attività di ricerca e di dissemi
capitolo4partecipazioneregione 139
nazione lungo un periodo di 24 mesi. La prima
attività di ricerca si è fondata inizialmente su di
uno studio sullo stato dell’arte riguardo le conoscenze
sul tema; successivamente è stata programmata
una ricerca sul campo che ha previsto
delle interviste con i giovani e gli attori istituzionali
presenti nei luoghi «di divertimento».
Nel mese di marzo 2006 a Bologna si è tenuto
un secondo meeting transnazionale in cui sono
stati presentati e discussi i rispettivi rapporti
preliminari di ricerca nazionali. Sulla base di
quanto concordato al meeting, ogni partner
ha condotto una ricerca sulle fonti e sugli studi
disponibili sul suo territorio di riferimento,
riguardanti la vittimizzazione e la violenza giovanile
nei luoghi e nei tempi “di divertimento”,
così come l’intervento delle differenti istituzioni
ed agenzie sociali impegnate nella prevenzione
e repressione di questi fenomeni.
Nell’ambito di tale attività di ricerca, la Regione
Emilia-Romagna ha specificatamente preso in
esame la zona universitaria di Bologna, area
prescelta per l’approfondimento dello studio
nell’ambito del progetto, di comune accordo
con i partner transnazionali.
Sono state effettuate interviste ad operatori
sociali, di Polizia Locale e di Stato, rappresentanti
di Comitati di cittadini, studenti della zona
universitaria del Comune di Bologna dove da
anni sono presenti forme di conflitto per l’uso
degli spazi pubblici al fine di fornire suggerimenti
anche per l’impostazione di politiche
preventive e /o di mediazione dei conflitti. È stato
prodotto anche un video sui conflitti descritti
con sottotitolazione in lingua inglese.
Per la diffusione dei risultati dello studio, è stato
organizzato un seminario internazionale presso
la Escola de Policia de Catalunya a Barcellona il
21 e 22 novembre 2006 al quale hanno partecipato
oltre 200 operatori di polizia e sicurezza
privata. Il volume con i risultati della ricerca è in
corso di stampa e sarà edito sia in inglese che
in spagnolo.
È previsto un panel di presentazione delle conclusioni
del progetto in occasione della Settima
Conferenza annuale della Società Europea di
Criminologia4 che si terrà a Bologna dal 26 al
29 settembre 2007 (http://www.eurocrim2007.
org/) e sarà una occasione di confronto unica
per quanti si occupano a vario titolo dei temi
della prevenzione della criminalità e della
sicurezza urbana.
“La violence entre jeunes dans les
lieux de fête: état des lieux et mesures
prises par les acteurs institutionnels”
Contratto: n. JAI/DAP/2004-1/133/Y del 24
maggio 2005
Durata: ventiquattro mesi - 24 maggio 2005-30
giugno 2007.
Capofila: Escola de Policia de Catalunya - EPC (E)
Altri Partners: Università di Oporto - Dipartimento
di Criminologia (P), Centre de recherches
sociologiques sur le droit et les institutions
pénales - CESDIP (F), Università di Gent - Dipartimento
di Criminologia (B)
Risorse finanziarie complessive: 116.141,64
euro
contributo comunitario: 92.041,64 euro di cui
4.025,64 per la RER
struttura regionale coinvolta: Servizio Politiche
per la sicurezza e la Polizia Locale
4.4 eContentplus
Il Programma eContentplus5, attivo dal 2005
al 2008, è teso a rendere i contenuti digitali
europei più accessibili, utilizzabili e sfruttabili,
facilitando la creazione e diffusione di informazioni
a livello comunitario in settori di pubblico
interesse. Vuole quindi creare le condizioni
per un accesso più ampio ai contenuti digitali,
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attraverso il superamento degli ostacoli al loro
utilizzo, e per un maggiore uso degli stessi
anche attraverso una maggiore redditività dei
servizi basati sull’accesso ai contenuti digitali e
sul loro uso o riutilizzo.
Il Programma che ha una dotazione finanziaria
di 149 milioni di euro, prevede tre linee
d’azione;
1. Facilitare l’accesso, l’uso e lo sfruttamento dei
contenuti digitali
2. Migliorare la qualità e facilitare le migliori
pratiche relative ai contenuti digitali
3. Rafforzare la cooperazione e la sensibilizzazione
La partecipazione della Regione al Programma
“eContentplus”
La Direzione Generale Ambiente e Difesa del
suolo e della costa partecipa al progetto eWATER
che ha l’obiettivo di migliorare la disponibilità,
accessibilità e ri-usabilità dei dati spaziali
relativi all’uso, alla qualità e alla localizzazione
delle acque sotterranee. Per raggiungere questo
obiettivo il progetto svilupperà un portale
che consentirà di accedere in modalità multilingue
ai dati relativi alle acque sotterranee
che sono attualmente presenti nei database
dei servizi geologici delle nazioni partecipanti.
Il progetto vuole dare un contributo all’implementazione
dell’ European Water Framework
Directive (WFD) così come delle Linee Guida
INSPIRE. Il portale può diventare uno strumento
per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal
Water Information System for Europe (WISE).
Le attività finora svolte sono relative alla raccolta
informazioni sui potenziali utenti del portale,
sia pubblici che privati, alla ricognizione della
cartografia esistente ed omogeneizzazione
con gli altri partner del progetto, alla analisi dei
sistemi di misura e dei dati relativi alle acque
sotterranee e alla realizzazione di un prototipo
di portale web.
eWATER
Contratto: n. ECP-2005-GEO-038214 del
27 novembre 2006
Durata: ventiquattro mesi - settembre 2006
- agosto 2008
Capofila: Servizio Geologico Olandese TNO
Altri Partners: I Servizi geologici di: Francia
(BRGM), Danimarca e Groenlandia (GEUS),
Ungheria (MAFI), Repubblica Ceca (Geofond),
Repubblica Slovacca (GSSR), Austria (GBA),
Lituania (LGT), Slovenia (GeoZS), Spagna (IGME),
Svezia (SGU); Informacines technologijos IT
(Lituania), Geodan Mobile Solutions (NL), G.I.M.
Geographic Information Management NV (B).
Risorse finanziarie complessive: 2.400.000 euro
contributo comunitario: 1.189.000 euro di cui
67.000 alla RER
struttura regionale coinvolta: Servizio Geologico,
Sismico e dei Suolo
sito web: http://www.ewater.eu
4.5 e-Ten
Il Programma e-Ten6, attivo dal 2002 al 2006,
sostiene le reti nel settore delle infrastrutture di
telecomunicazione, la costituzione e lo sviluppo
di servizi e applicazioni interoperabili e l’accesso
alle stesse. Obiettivo di e-Ten è facilitare la
transizione verso la società dell’informazione
per tutti (tenendo conto delle esigenze di
anziani e disabili e promuovendo l’inclusione
sociale); rafforzare la coesione economica, sociale
e territoriale, tenendo conto dell’esigenza
di collegare le regioni periferiche e insulari alle
regioni centrali; migliorare la competitività delle
imprese europee (in particolare le PMI) e rafforzare
il mercato interno; stimolare lo sviluppo di
nuove attività generatrici di occupazione.
Il Programma prevede “progetti di interesse
comune” articolati in tre diverse categorie: Ap-
plicazioni, Servizi generici e Interconnessione e
interoperatività delle reti. Nella linea “Applicazioni”
sono finanziati progetti volti a soddisfare
le esigenze degli utenti, tenendo conto delle
differenze linguistiche e culturali e delle necessità
in termini di accessibilità, in particolare per
utenti disabili: per il settore Istruzione e Cultura
sono previste risorse per servizi che offrono
metodi innovativi di presentazione dell’informazione
educativa e culturale, compresi i
servizi di formazione permanente.




4.6 Gioventù in azione
La Commissione europea, il Parlamento europeo
e gli Stati membri dell’Unione europea
hanno istituito congiuntamente il programma
Gioventù in azione,7 operativo dal 2007 al 2013
con un bilancio globale di 885.000 euro, che
applica il quadro normativo a sostegno delle
attività educative non formali per i giovani.
Gioventù in azione parte dall’esperienza del
precedente programma “Gioventù per l’Europa”
(1988-1999), del Servizio Volontario Europeo
e del programma Gioventù (2000-2006) e
contribuisce al raggiungimento degli obiettivi
prefissati dalla strategia rivista di Lisbona, dal
patto europeo per la gioventù ,dal quadro di
cooperazione europea in materia di gioventù
nonché dal Piano D della Commissione per la
democrazia, il dialogo e il dibattito e punta a
rispondere a livello europeo alle esigenze dei
giovani dall’adolescenza all’età adulta.
Una nuova priorità del programma è quella
di sensibilizzare i giovani riguardo alla loro
cittadinanza europea e incoraggiare la loro
partecipazione alla vita democratica. Il primo
obiettivo è di incoraggiare i giovani a riflettere
su argomenti di dimensione europea, tra cui
quello della cittadinanza europea, nonché di
coinvolgerli nel dibattito sulla costruzione e sul
futuro dell’Unione europea. Il secondo obiettivo
si snoda su tre dimensioni, fissate nella risoluzione
del Consiglio sugli obiettivi comuni in
materia di partecipazione e di informazione dei
giovani: rafforzare la partecipazione dei giovani
alla vita civile della propria comunità, rafforzare
la partecipazione dei giovani al sistema della
democrazia partecipativa e rafforzare il sostegno
alle varie forme di insegnamento della
partecipazione. I progetti finanziati nell’ambito
del programma Gioventù in azione dovrebbero
rispecchiare queste tre dimensioni, utilizzando
la partecipazione come un principio pedagogico
per l’attuazione del progetto.
Il rispetto per la varietà culturale, insieme alla
lotta contro il razzismo e la xenofobia, è una
ulteriore priorità di Gioventù in azione. Favorendo
le attività comuni di giovani con bagagli
culturali, etnici e religiosi diversi, il programma
mira infatti a sviluppare l’apprendimento
interculturale dei giovani. Ai fini dello sviluppo
e dell’attuazione di progetti ciò significa che
i giovani che partecipano ad un progetto
dovrebbero essere consci della sua dimensione
interculturale.
Infine, una priorità importante per la Commissione
europea è offrire ai giovani con minori
opportunità l’accesso al programma. In stretta
collaborazione con le Agenzie nazionali8 ed i
centri risorse SALTO9, la Commissione europea
ha elaborato una strategia mirante all’inserimento
dei giovani con minori opportunità nel
programma, in particolare giovani provenienti
da ambienti geografici, socioeconomici o culturali
svantaggiati, o giovani disabili.
Per raggiungere i propri obiettivi, Gioventù in
azione prevede cinque azioni operative.
Azione 1 - Gioventù per l’Europa
suddivisa in tre misure:
1.1 Scambi di giovani - offrono a gruppi di
capitolo4partecipazioneregione 143
giovani provenienti da paesi diversi, di età tra
13 e 25 anni, l’opportunità di incontrarsi e di
conoscere le rispettive culture. Essi progettano
insieme il proprio scambio sulla base di un
tema di interesse comune.
1.2 Iniziative Giovani - permette di sostenere
progetti di iniziative di gruppo concepite a
livello locale, regionale e nazionale. Inoltre
sostiene la messa in rete di progetti simili tra
vari paesi, per rafforzarne il carattere europeo
e moltiplicare la cooperazione e lo scambio di
esperienze tra i giovani. Le Iniziative giovani
si rivolgono soprattutto ai giovani tra i 18 e i
30 anni.
1.3 Progetti Giovani e democrazia - sostiene la
partecipazione dei giovani alla vita democratica
della loro comunità locale, regionale
o nazionale nonché a livello internazionale. È
aperto ai giovani tra i 13 e i 30 anni.
Azione 2 - Servizio volontario europeo
sostiene la partecipazione dei giovani alle
diverse forme di volontariato, sia all’interno che
all’esterno dell’Unione europea. Nell’ambito di
quest’azione, i giovani (18 – 30 anni) partecipano,
individualmente o in gruppo, ad attività
senza scopo di lucro, non retribuite. Il servizio
può durare fino a dodici mesi. In alcuni casi eccezionali
anche i giovani a partire dall’età di 16
anni possono partecipare al servizio volontario
europeo.
Azione 3 - Gioventù nel mondo
suddivisa in due misure:
3.1 Cooperazione con i paesi limitrofi all’Unione
europea - sostiene progetti con paesi partner
confinanti all’Unione europea, soprattutto
scambi di giovani e progetti di formazione e
messa in rete nel settore giovanile.
3.2 Cooperazione con altri paesi nel mondo -
riguarda la cooperazione nel settore giovanile,
in particolare lo scambio di buone pratiche
con i paesi partner di altre parti del mondo. Incoraggia
gli scambi e la formazione di giovani
e di animatori giovanili, le partnership e le reti
di organizzazioni giovanili
Azione 4 - Strutture di sostegno per i giovani
suddivisa in otto misure:
1.1 Sostegno alle organizzazioni giovanili
operanti a livello europeo nel settore della
gioventù - riguarda le sovvenzioni di funzionamento
per le ONG attive a livello europeo
nel campo della gioventù che perseguono
uno scopo di interesse generale. Le loro
attività sono mirate alla partecipazione dei
giovani alla vita pubblica e sociale nonché allo
sviluppo di attività europee di cooperazione
nel campo giovanile.
1.2 Sostegno al forum europeo della gioventù
- annualmente nell’ambito di questa azione
viene erogata una sovvenzione per sostenere
le attività in corso del forum europeo della
gioventù.
4.3 Formazione e messa in rete degli operatori
dell’animazione giovanile e delle organizzazioni
giovanili - sostiene la formazione degli
operatori dell’animazione giovanile e delle
organizzazioni giovanili, in particolare lo
scambio reciproco di esperienze, competenze
e buone pratiche; nonché attività suscettibili
di sfociare in progetti di qualità, partnership e
reti di lunga durata.
4.4 Progetti volti a stimolare l’innovazione
e la qualità - sostiene i progetti miranti ad
introdurre, attuare e promuovere approcci
innovativi nel settore della gioventù.
4.5 Azioni d’informazione rivolte ai giovani
e a coloro che sono attivi nell’animazione
giovanile e nelle organizzazioni giovanili
- sostiene le attività a livello europeo e nazionale
che migliorano l’accesso dei giovani
ai servizi di informazione e comunicazione e
incrementano la partecipazione dei giovani
144
all’elaborazione e alla diffusione di strumenti
di informazione di agevole uso per l’utente
e mirati. Inoltre essa sostiene lo sviluppo di
portali giovanili europei, nazionali, regionali e
locali per la diffusione di informazioni specifiche
per i giovani.
4.6 Partnership - permette di finanziare
partnership con organi regionali o locali, allo
scopo di sviluppare progetti a lungo termine
che potranno combinare varie misure del
programma.
4.7 Sostegno alle strutture del programma -
finanzia le strutture gestionali del programma,
in particolare le Agenzie nazionali.
4.8 Valorizzazione - azione utilizzata dalla Commissione
per finanziare seminari, congressi o
riunioni suscettibili di facilitare l’attuazione
del programma e la valorizzazione dei suoi
risultati.
Azione 5 - Sostegno alla cooperazione
europea nel settore della gioventù
suddivisa in tre misure:
5.1 Incontri di giovani e di responsabili delle
politiche per la gioventù - sostiene la cooperazione,
i seminari ed il dialogo strutturato tra
i giovani, coloro che sono attivi nell’animazione
giovanile ed i responsabili della politica
per la gioventù. Le attività comprendono
le conferenze organizzate dalle presidenze
dell’Unione europea e la settimana europea
della gioventù.
5.2 Sostegno ad attività volte a migliorare la conoscenza
del settore della gioventù - sostiene
l’individuazione delle conoscenze esistenti in
relazione ai temi prioritari del settore giovanile
fissati nel quadro del metodo aperto di
coordinamento.
5.3 Cooperazione con organizzazioni internazionali
- sostiene la cooperazione dell’Unione
europea con organizzazioni intergovernative
internazionali competenti in materia di
gioventù, in particolare il Consiglio d’Europa e
l’Organizzazione delle Nazioni Unite o le sue
istituzioni specializzate.
Il Progetto Giovani della Regione
Emilia-Romagna
La Giunta Regionale, attraverso il proprio Progetto
Giovani, che opera all’interno dell’Assessorato
Cultura, Sport e Progetto giovani, ha proseguito
il lavoro attivato alla fine del 2000 per
aumentare la partecipazione degli enti locali
e delle organizzazioni giovanili della regione
ai microfinanziamenti disponibili attraverso
GIOVENTÙ, che si è concluso formalmente il 31
dicembre 2006.
Il 26 gennaio 2007 è stata organizzata la giornata
informativa “La nuova generazione dei
programmi giovanili europei 2007 – 2013” a cui
hanno partecipato come relatori i rappresentanti
delle agenzie nazionali italiane dei diversi
programmi e circa 400 rappresentanti di enti
locali, associazioni giovanili, del mondo della
scuola e della formazione della regione.
GIOVENTÙ è stato anche nel 2006 la principale
fonte di co-finanziamento per i programmi
giovanili europei organizzati da enti dell’Emilia-
Romagna. I dati riassuntivi disponibili dei
finanziamenti attivati per l’Emilia-Romagna
per il 2006 con Gioventù sono evidenziati nella
tabella a pagina 145.
Il totale dei finanziamenti ottenuti per il 2006 in
Emilia-Romagna è quindi di 873.616,41 contro i
691.132,96 euro dell’anno precedente.
Per completare il quadro delle risorse attivate
sui programmi giovanili europei sono da
menzionare quelle specificamente dedicate
all’informazione, attraverso i circa 300 sportelli
Informagiovani diffusi su tutto il territorio regio
capitolo4partecipazioneregione 145
nale e le nove strutture Eurodesk10 - a Pianoro
(BO), Concordia sulla Secchia (MO), Modigliana
(FC), Modena, Ferrara, Parma, Ravenna, Reggio
Emilia e Rimini-Riccione- specializzate nel fornire
informazioni sui programmi comunitari.
Va, infine, segnalato il Protocollo d’intesa fra
regioni europee per progetti sulle politiche
rivolte ai giovani su tematiche di rilievo internazionale,
formalmente sottoscritto il 26 marzo
2007 a Bruxelles, presso gli uffici del Servizio
regionale di Collegamento con gli organi
dell’Unione europea, concordato, su iniziativa
dell’Emilia-Romagna con Assia, Aquitania,
Paesi della Loira, Galles, Aragona, Generalitat
Valenciana, Wielkopolska, Bassa Slesia, Västra
Götaland. Un piano di lavoro comune, fino al
dicembre 2008, è stato concordato durante un
seminario fra tutte le regioni aderenti a Pinarella
di Cervia dal 29 luglio al 3 agosto 2006.
4.7 Programma INTI - Integration
of third country nationals
Il programma comunitario INTI finanzia progetti
pilota e azioni preparatorie volte a promuovere
l’integrazione, negli Stati membri della UE, dei
cittadini di paesi terzi. Persegue inoltre l’obiettivo
di promuovere il dialogo con la società civile,
sviluppare modelli di integrazione e di buone
prassi nel settore dell’integrazione europea per
l’istituzione di reti a livello europeo.
Attivo per il periodo 2003-2006 aveva una
disponibilità finanziaria di circa 5 milioni di euro
all’anno.
Dal 2007 INTI confluisce nel programma quadro
sulla solidarietà e gestione dei flussi migratori
per il periodo 2007-2013 che dispone di quattro
diversi fondi: Fondo europeo per i rifugiati,
Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini
di paesi terzi, Fondo europeo per i rimpatri e
Fondo europeo per le frontiere esterne.
La partecipazione della Regione
al Programma INTI
Il Servizio Politiche di Accoglienza ed Integrazione
Sociale della Direzione Generale Sanità e
Politiche Sociali è capofila del progetto ERLAIM
“European Regional and local Authorities for
integration of migrants” che ha l’obiettivo
generale di contribuire, attraverso l’attivazione
di interventi strutturali, analisi comparative,
conferenze e workshop, all’implementazione di
politiche di integrazione dei migranti.
ERLAIM prevede l’attuazione di quattro macro
azioni strettamente correlate tra di loro. La
prima consiste in una azione/ricerca sull’analisi
comparativa delle strategie politiche e normative
e delle attività svolte in Italia e negli Stati
Partners del progetto concernente l’immigrazione
e i richiedenti asilo. Obiettivi di questa
azione sono:
• integrazione delle politiche
• studio delle competenze e sistemi legali
esistenti tra i partners
• identificazione di buone pratiche tra progetti
locali e regionali nel campo della partecipazione
della cittadinanza dei diritti, comunicazione
interculturale, minori e donne.
La seconda Azione concerne lo sviluppo della
comprensione locale e regionale della politica
europea riguardante l0integrazione. Obiettivo
di questa azione è lo scambio di informazioni
Totale
Azione 1
Scambi giovanili
internazionali
Azione 2
Servizio volontario
europeo
Azione 3
Iniziative giovani
Azione 5
Formazione e sostegno
alle Azioni 1 e 2
873.616,41 260.633,01 486.645,80 52.998,60 73.339,00
10 I materiali del seminario del 26 gennaio 2007 sono disponibili sul sito http://www.paceediritti.it/wcm/pace_diritti/sezioni/Pubblicazioni_
documentazione/grigio.htm - 11 www.eurodesk.it
146
che avverrà mediante due conferenze a Bruxelles.
La terza concerne il networking e la quarta
consiste nella disseminazione dei risultati, attraverso
il lavoro di rete, mediante news, letter
bimensili, brochures, posters volantini, conferenze
stampa locali e transnazionali.
Il “Kick off meeting” si è svolto il 26 marzo 2007
a Bruxelles dove, inoltre, il 7 e 8 giugno 2007 si è
tenuto anche un seminario per operatori pubblici
che lavorano sul tema dell’immigrazione.
Infine il 13 luglio 2007 a Bologna si è svolto uno
degli specifici momenti di approfondimento
seminariale previsti, con due sessioni: politiche
europee e lettura delle esperienze dei partner,
da un lato; realtà ed esperienze partecipative
che sono state, o che saranno, attivate in Emilia-
Romagna con interventi dei rappresentanti
territoriali eletti nelle consulte, dall’altro. Alle
sessioni hanno partecipato due docenti e una
ricercatrice delle Università di Trento e Bologna
che si recheranno nei paesi partner del progetto
per individuare le best practice sui cinque
temi qualificanti: cittadinanza, partecipazione
e diritti politici; comunicazione interculturale
e figure di mediazione interculturale; infanzia;
donne; partnership pubblico/privato per il
sostegno all’integrazione.
ERLAIM”European Regional and
local Authorities for integration of
migrants”
Durata: diciotto mesi - 15 dicembre 2006 - 15
giugno 2008
Capofila: Direzione Generale Sanità e Politiche
Sociali
Altri Partners: Yorkshire and Humber European
Office (UK), Junta de Andalucia, Diputacio de
Barcelona e Fundacion Comunidad Valenciana
(E), Senate of Berlin (D), Municipalità of Nicosia
(CY), Prefecture of Ileia (GR), Slovenian Business
and Research Association (SL).
Risorse finanziarie complessive: 484.960 euro
contributo comunitario: 230.000 euro per la RER
struttura regionale coinvolta: Servizio Politiche
di Accoglienza ed Integrazione Sociale
sito web: http://www.Emilia-Romagnasociale.
it/wcm/Emilia-Romagnasociale/home/immigrazione/
Erlai/Presentation/Erlaim.htm
4.8 Programma Lotta contro
l’Emarginazione sociale
Il programma d’azione comunitaria11, attivo
per il periodo 2002-2006 con una dotazione
finanziaria di 75.000.000 euro, volto ad incoraggiare
la cooperazione tra gli Stati membri al
fine di combattere l’emarginazione sociale ha
l’obiettivo di rafforzare l’efficacia delle politiche
nazionali e comunitarie favorendo:
- una migliore comprensione dei fenomeni
dell’emarginazione sociale;
- lo scambio d’informazioni relative alle politiche
seguite negli Stati membri, in attuazione
dei piani d’azione nazionali in materia di
emarginazione sociale;
- il miglioramento delle capacità di soggetti
chiave per affrontare i problemi dell’emarginazione
sociale e della povertà, in particolare
tramite l’istituzione di reti a livello comunitario
e la promozione del dialogo tra i vari
soggetti interessati.
La partecipazione della Regione al Programma
“Lotta all’emarginazione sociale”
Nell’ambito di Lotta all’emarginazione sociale,
la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali
partecipa ai progetti:
L’IN.FA - L’INformazione del FAre ha come
obiettivo quello di far conoscere la Strategia
europea per l’Inclusione Sociale avviata a Lisbona
nel 2000. Obiettivo che viene perseguito
attraverso la realizzazione di eventi pubblici, a
11 Istituito con decisione n. 50/2002/CE del 7 dicembre 2001.
capitolo4partecipazioneregione 147
carattere seminariale, nelle nove regioni interessate,
per far conoscere la Strategia di Lisbona e i
contenuti del processo per l’inclusione sociale.
Nel corso del 2005 si sono svolti quattro dei
nove seminari tematici previsti. Il quinto seminario,
di competenza della nostra Regione, si è
tenuto il 31 gennaio 2006 ed ha trattato il tema
“L’agenda di Lisbona e il processo di integrazione
delle Politiche Sociali in Emilia-Romagna”.
L’incontro è stato l’occasione per approfondire
ed implementare buone prassi messe in atto
dalla Regione e dagli Enti territoriali istituzionali
e non ed ha confermato come lavorare
nell’ottica della sussidiarietà, implementare e
consolidare le reti di relazione e di collaborazione
tra soggetti con compiti e specificità diverse,
consente di realizzare un sistema territoriale di
servizi in grado di perseguire obiettivi comuni
di benessere dell’individuo, della famiglia e
della comunità locale.
Il progetto l’INFA si è concluso con il seminario
finale che si è tenuto a Roma il 4 maggio 2006.
L’IN.FA - L’INformazione del FAre
Convenzione: JLS/2006/AGIS/208 del 31
gennaio 2007
Durata: diciotto mesi - 31 dicembre 2004-30
giugno 2006
Capofila: CILAP EAPN (Centro Italiano di Lotta
Alla Povertà, sezione dell’European Anti Poverty
Network)
Altri Partners: 18 enti pubblici e del privato
sociale di nove regioni italiane (Basilicata, Calabria,
Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Puglia,
Toscana Umbria e Veneto)
Risorse finanziarie complessive: 74.989 euro
contributo comunitario: 59.989 euro
struttura regionale coinvolta: Direzione Generale
Sanità e Politiche Sociali
Social Inclusion for out-of-familychildren and
young people in public childcare ha l’ obiettivo
di favorire lo sviluppo di politiche sociali
europee mirate a prevenire le crisi familiari che
possono condurre a situazioni di esclusione
sociale, di sostenere la solidarietà familiare in
tutte le sue forme, favorire l’inclusione sociale
dei bambini e dei ragazzi temporaneamente
collocati in affido familiare o in strutture di accoglienza,
sostenere l’integrazione dei bambini
e dei ragazzi adottati e l’autonomia dei giovani
che raggiungono la maggiore età.
Social Inclusion for out-of-familychildren
and young people in public
childcare
Durata: ventiquattro mesi - agosto 2005-luglio
2007
Capofila: AI.BI Amici dei bambini di Milano
Altri Partners: Università di Bucarest ((RO), Università
di Sofia (BG) e Latvian Save the children
(LA)
Risorse finanziarie complessive: 232.759,00
euro
contributo comunitario: 180.699,00 euro
struttura regionale coinvolta: Direzione Generale
Sanità e Politiche Sociali



4.12 Progetti pilota e linee speciali
di bilancio
Oltre ai programmi comunitari, le diverse
Direzioni Generali della Commissione europea
utilizzano linee finanziarie specifiche del
bilancio comunitario per sostenere attività
pilota in settori considerati prioritari. Tra le linee
di bilancio più significative si segnalano quelle
gestite dalla DG “Occupazione e Affari Sociali”
per il sostegno a progetti relativi all’assistenza
agli anziani, alla promozione delle pari opportunità
per i disabili, alla lotta contro il razzismo e
la xenofobia, ad azioni a favore degli immigrati,
della famiglia e dell’infanzia.
STREeT - Strategia europea e territorio - è il
progetto a cui partecipa la Direzione Generale
Sanità e Politiche Sociali ed è finanziato sulla
capitolo4partecipazioneregione 161
linea di bilancio 04040202 National Awareness
Raising Actions on Social Inclusion and Social
Protection.
Il progetto intende mobilitare e coinvolgere
tutte le parti in causa: le istituzioni europee,
nazionali, regionali e locali, il settore non profit
e le persone in povertà o coloro che vivono
in condizione di esclusione sociale, i mezzi di
comunicazione di massa a livello nazionale
e locale. STREeT prevede la realizzazione di
otto conferenze interregionali di diffusione e
scambio di esperienze sulla Strategia europea
per l’inclusione e la protezione sociale e la sua
ricaduta sulla lotta alla povertà e all’esclusione
sociale e sull’accessibilità a cure sanitarie
sostenibili e di qualità e a cure di lunga durata.
Ogni conferenza si focalizzerà su uno o più
aspetti specifici delle priorità del prossimo
PAN/inclusione20, toccando i temi inerenti le
politiche di inclusione e di integrazione sociale
e sanitaria (cure di lungo termine sostenibili e
di alta qualità). Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna
verrà organizzata ad ottobre 2007 una
conferenza interregionale sul tema comunicazione
pubblica ed esclusione sociale. Questa
conferenza sarà preceduta da un cantiere sul
tema comunicazione e immigrazione che si
terrà a Forlì in settembre.
Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione e
diffusione di 9 pubblicazioni a livello nazionale
e una campagna di informazione sui mass
media. La campagna di informazione, affidata al
Comune di Bologna, avrà due dimensioni, una
nazionale ed una locale:
• A livello nazionale sarà predisposto un ufficio
stampa che, in sintonia con gli uffici stampa
dei diversi partner, istituzionali e non, curerà
lo sviluppo della campagna, la diffusione delle
informazioni, la distribuzione dei materiali dei
convegni e delle pubblicazioni ad un pubblico
interessato; l’ufficio stampa assicurerà inoltre
la presenza dei media nazionali alle varie
iniziative promosse, interverrà sui media nazionali
- di settore e non - con articoli, servizi e
dossier specifici.
• A livello locale, in occasione delle 8 conferenze
interregionali di diffusione, i partner
incaricati dell’organizzazione cureranno, in
sintonia con l’ufficio stampa nazionale, con il
coordinamento centrale del progetto e con gli
altri partner a livello locale la diffusione delle
informazioni e dei materiali prodotti attraverso
i canali locali: giornali e riviste di settore
locali/regionali; radio e TV locali e regionali.
STREeT - Strategia europea e territorio
Contratto: VS/2006/0722 del dicembre 2006
Durata: dodici mesi - 30 dicembre 2006 - 30
dicembre 2007
Capofila: Cilap Eapn Italia (Centro Italiano di
Lotta Alla Povertà, sezione dell’European Anti
Poverty Network)
Altri Partners: Comuni di Bologna, Forlì, Roma,
Province di Potenza, Roma e Torino, Regione
Lazio, Cooperativa Valdocco, Cooperativa Lasciaa,
Business Innovation Center (BIC) Toscana
Sud, Cooperativa Parsec, Casa dei diritti sociali
– Focus, Centro dei servizi per il volontariato del
Lazio, Comunità Capodarco di Roma, Istituto
per gli Studi sui Servizi Sociali, Associazione
Irfedi, Centro Studi Erasmo, Cooperativa CORISS,
Associazione Maestri di Strada di Napoli
Risorse finanziarie complessive:226.464,64 euro
contributo comunitario: 181.154,42 euro
struttura regionale coinvolta: Direzione Generale
Sanità e Politiche Sociali

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