Partito Democratico - Forum sulla sicurezza - proposta di sintesi di Claudio Nunziata
Migliorare la vivibilità urbana e ridurre le angosce
per rendere i cittadini più liberi
Vengono assunte in questi giorni iniziative governative dichiaratamente rivolte ad assicurare la sicurezza dei cittadini. Fatta eccezione per quella parte che riproduce il pacchetto sicurezza che era stato predisposto dal governo Prodi, esprimiamo una valutazione di netta e totale censura nei confronti della normativa volta a punire il solo fatto dell’ingresso clandestino dei cittadini di altri paesi o a qualificarlo come circostanza aggravante. E giudichiamo assolutamente inadeguata tutta quella parte che di fatto accentua la condizione di discriminazione processuale nei confronti dei clandestini e degli imputati di reati meno gravi. Tale impostazione, in assenza di misure strutturali in grado di incidere sui tempi della generalità dei processi, è oggettivamente rivolta ad assorbire nei confronti delle casistiche minori una percentuale esorbitante dell’impegno giudiziario a discapito della trattazione dei processi per reati più gravi, tra i quali quelli con parte civile e quelli con pena superiore ai sei anni ed inferiore ai dieci che hanno una ricaduta di gran lunga maggiore sulla sicurezza dei cittadini e che vengono ingiustificatamente sospesi. La sicurezza può essere assicurata solo dal corretto funzionamento dello stato di diritto e da sue risposte rese in tempi rapidi per qualsiasi tipo di delitto e da chiunque posto in essere, senza privilegi ingiustificati a favore di categorie di cittadini.
Sottolineiamo l’esigenza di uscire dalla logica angusta della categoria della sicurezza, termine al quale riteniamo debba essere attribuito il valore di grado di affidamento dei cittadini nella capacità del sistema pubblico di far fronte alle aspettative di miglioramento delle loro condizioni materiali. Ne rifiutiamo l’utilizzazione abusata rivolta a giustificare l’abbandono dei principi consolidati dello stato di diritto e dei parametri di solidarietà fissati dalla Carta Costituzionale, dai trattati europei e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, per eccitare latenti stati di insoddisfazione ed inquietudine che trovano la loro origine nella solitudine o nell’isolamento.
Ed a tale fine riteniamo utile che l’azione dell’ente locale sia conformata alle seguenti direttive:
1. ampliare ed assicurare a tutte le persone gli spazi di agibilità dei diritti
2. mai ridurre impegno sociale volto a rimuoverne le cause delle devianze
3. incentivare le iniziative rivolte alla inclusione sociale ed integrare all’interno delle strategie pubbliche la ricchezza sociale che proviene dalla presenza di tante comunità straniere
4. valorizzare il potenziale di valori solidali e di associazionismo della città
5. assicurare la responsabilizzazione delle persone ed un adeguato sostegno formativo ai giovani che ne abbiano bisogno
6. garantire il bene pubblico della sicurezza attraverso scelte urbanistiche adeguate
7. ridurre i danni prodotti dall’esistenza dei mercati illegali e governare il disordine che essi producono
8. monitorare le illegalità sistematiche e realizzare un circolo informativo virtuoso per la identificazione e repressione dei relativi fenomeni, disincentivando qualsiasi iniziativa privatistica sostitutiva delle attività di polizia
9. assicurare la centralità dei governi locali nel governo del bene pubblico della sicurezza ed un coordinamento efficace con tutte le amministrazioni centrali che possono contribuirvi
10. fornire sostegni tecnici e materiali adeguati per rendere effettivi, rapidi e presidiati da garanzie giurisdizionali e di recupero sociale i meccanismi di repressione dei reati.
E sulla base di esse suggeriamo di perseguire e/o di implementare le seguenti azioni concrete, nella consapevolezza che molte di esse già contraddistinguono l’elevato livello di risposta degli enti e dell’associazionismo locale alle esigenze dei cittadini :
a. introdurre nei piani urbanistici e di sviluppo edilizio una clausola di compatibilità con le esigenze di inclusione sociale ed una valutazione di assenza di condizioni atte a generare insicurezza e degrado;
b. Valutare la possibilità di spostare alcune grandi facoltà fuori dal centro al fine di decongestionare la zona universitaria gravata da una popolazione studentesca eccessiva,
c. evitare in quel contesto di creare situazioni di attrito che possano agevolare l’aggregazione di componenti diverse e compattare iniziative di resistenza alla applicazione delle normative comunali,
d. assicurare un forte impegno delle amministrazioni locali nella costruzione e gestione di luoghi e occasioni di ospitalità e aggregazione per le persone che non abbiano una dimora stabile nel territorio,
e. in relazione alle diffusa mobilità delle persone nel corso della giornata, assicurare la presenza sul territorio di un adeguato numero di servizi igienici e di servizi alla persona, nonché una carta per l’accesso gratuito ai servizi alle persone indigenti,
f. implementare il territorio di luoghi pubblici di incontro tra le persone, le generazioni, le comunità, le culture, le etnie e riconvertire verso l’inclusione sociale gran parte delle manifestazioni culturali nelle quali sia impegnato l’ente locale.
g. predisporre e favorire corsi per la conoscenza delle varie culture esistenti sul territorio, di educazione alla cittadinanza, alla legalità ed ai valori costituzionali, che siano rivolti agli studenti ed ai lavoratori, siano essi cittadini italiani, europei o extracomunitari;
h. assumere iniziative per ridurre al minimo l’abbandono scolastico e favorire corsi antibullismo;
i. assumere iniziative di formazione civica e teatrale nei confronti dei giovani a rischio e di quelli detenuti (non solo i minorenni, ma anche la fascia di età tra i 18 ed i 28 anni) in modo da ridurre le occasioni di recidiva almeno nei confronti di questa fascia che presenta maggiori disponibilità ad una ristrutturazione formativa;
j. predisporre strutture di sostegno informativo e legale alle famiglie dei giovani di cui al punto che precede in modo da venire incontro ai bisogni di assistenza, anche economica, che il disagio giovanile può aver determinato;
k. assicurare una adeguata assistenza alle detenute con figli minori favorendo la realizzazione di luoghi esterni al carcere ove le stesse possano trascorrere una parte consistente del loro tempo in compagnia dei figli minori,
l. intraprendere azioni costanti e penetranti per portare via dalla strada le ragazze minorenni straniere che non abbiano raggiunto i 18 anni,
m. assicurare forme di assistenza assicurativa, psicologica e legale in relazione a scippi, furti e rapine subiti dagli anziani e dalle persone in difficoltà,
n. studiare occasioni di coinvolgimento dei senza tetto in attività di responsabilizzazione socialmente utili,
o. favorire l’opera di mediatori in grado di smorzare o attutire una certa percezione indotta dalla amplificazione delle “paure” di perdita di buone condizioni materiali operata dai media o comunque generate da oggettive situazioni di cambiamento. Ed attraverso questa mediazione far sentire comunque le persone al riparo della comunità, senza per questo lasciar degenerare il quadro dei valori di solidarietà che ha sempre caratterizzato le tradizioni del territorio. Prevedere che la eventuale presenza rassicurativa di gruppi di volontari in zone a rischio sia subordinata a tempi e modalità prestabiliti in via generale e sia svolta solo di concerto con altre iniziative mirate al tema della vivibilità organizzate dal quartiere.
p. al fine di contrastare le amplificazioni strumentali, impegnarsi a diffondere valutazioni rese da parte di organi indipendenti parametrate ai vari nuclei sociali: gli anziani, i fenomeni sociali emergenti, coloro che vivono nelle zone a forte concentrazione extracomunitaria, coloro che vivono in case isolate, i giovani, la condizione della libertà di movimento delle donne, il rapporto droga/scuola, etc.
q. Oggi gli strumenti elettronici, fotografici e telefonici con le conseguenti possibilità di documentare fedelmente e di comunicare rapidamente sono tali da rappresentare di per sé un meccanismo di oggettiva dissuasione. Occorre poter contare su una loro diffusione come evitare l’aggregazione eccessiva di forme di devianza nonché di isolamento eccessivo, in particolare delle persone più deboli.
r. creare un sistema di sensori sparsi nelle zone a rischio per monitorare il livello di inquinamento acustico notturno, ricorrendo anche alla collaborazione dei cittadini per la identificazione dei luoghi utili alla loro collocazione, in modo da poter disporre di una mappatura oggettiva che possa giustificare iniziative adeguate rivolte ad assicurare il rispetto dei livelli fissati dal piano acustico cittadino,
s. adoperarsi per la creazione di un numero telefonico di emergenza unico per qualsiasi esigenza come previsto dalle direttive comunitarie,
t. creare una rete per la prestazione di assistenza e consulenza ai cittadini che siano vittima di situazioni che generano insicurezza, nonché una centrale operativa per la raccolta di informazioni che possano contribuire a contrastare qualsiasi forma di illegalità diffusa o criminalità mafiosa. La prospettiva è quella di orientare e sollecitare la collaborazione dei cittadini e mettere le relative disponibilità informative a disposizione, a seconda dei casi, delle amministrazioni competenti, degli organi di polizia o della magistratura,
u. ai patti per la sicurezza, che sinora hanno realizzato ottimi risultati, dovrà seguire un’opera di monitoraggio continuo per il mantenimento degli standard necessari. Occorrerà fare altrettanto per assicurare il buon funzionamento anche del sistema della repressione da parte della magistratura penale e della soluzione delle controversie civili, amministrative e di qualsiasi natura,.
v. monitorare i tempi di attesa tra le richieste di intervento e di aiuto da parte di cittadini in difficoltà e di temporanea insicurezza e l’intervento, a seconda dei casi, degli organi di polizia o di mediatori specializzati,
w. coinvolgere nei piani per la sicurezza tutte le istituzioni che operano a livello locale, sollecitando un impegno anche economico da parte delle fondazioni e dei soggetti economici che possano essere destinatari dei relativi benefici,
x. creare sui temi della sicurezza e della convivenza urbana occasioni periodiche di confronto e collaborazione in ambito provinciale tra tutti gli enti, soggetti associativi, sindacati ed operatori interessati – una sorta di “consulta per la legalità e la convivenza” - al fine di monitorare il livello di risposta dei servizi ed elaborare strategie condivise per il raggiungimento o mantenimento degli standard prefissati,
y. predisporre un piano di pubblicizzazione delle azioni intraprese con l’obbiettivo di rassicurare i cittadini,
z. elaborare un piano finanziario pluriennale per determinare le esigenze finanziarie necessarie e prestabilire le scadenze per la attuazione degli obiettivi più urgenti e quelli che possono essere scaglionati nel tempo.
La città di Bologna per sua tradizione sa di poter ancora contare sulla disponibilità dei propri cittadini di essere sensori di legalità. La consapevolezza e l’orgoglio di questo livello di civismo sono di per sé fattori che possono contribuire a dare sicurezza: occorre solo che i pubblici poteri, l’associazionismo e la stampa più responsabile si facciano carico di rendere adeguata rilevanza alla loro efficacia.
Bologna, 25 giugno 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento
Il Coordinatore del Forum si riserva la possibilità di espungere commenti che non siano pertinenti al tema o che siano espressi in termini non adeguati ad un civile confronto