lunedì 30 giugno 2008

I rapporti del Forum italiano per la sicurezza urbana

Politiche per la sicurezza e la polizia locale

a cura del FORUM ITALIANO PER LA SICUREZZA URBANA


Dodicesimo Rapporto - Anno 2006

PARTE PRIMA: IL QUADRO GENERALELa sicurezza nelle opinioni dei cittadini (Giovanni Sacchini)L´andamento dei reati in Emilia-Romagna (Eugenio Arcidiacono)Nota sulla EU ICS. La prima indagine di vittimizzazione su scala europea (Giovanni Sacchini)PARTE SECONDA: GLI IMMIGRATI IN EMILIA-ROMAGNAL´immigrazione regolare in Emilia-Romagna (Eugenio Arcidiacono)Opinione pubblica e immigrazione in Emilia-Romagna (Asher Colombo)Andamento economico e atteggiamento verso gli immigrati stranieri. Una analisi di medio periodo in Emilia-Romagna dal 1999 al 2006 (Tommaso Gennari)Il punto di vista degli stranieri: il caso di Modena (Samanta Arsani)Politiche migratorie e abusivismo commerciale nella provincia di Rimini (Elisa Fiorani)
http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/sicurezza/sezioni/pubblicazioni/rapporti_annuali/2006/dodicesimorapporto.pdf


Undicesimo Rapporto - Anno 2005
Presentazione. Una nuova fase delle politiche regionali sulla sicurezza (Vasco Errani)Introduzione (Rossella Selmini)PARTE PRIMA: I PROBLEMI DELLA SICUREZZA IN EMILIA-ROMAGNALa sicurezza degli emiliano-romagnoli, tra preoccupazione per i fenomeni e diffusione dei reati (Giovanni Sacchini)I furti nelle abitazioni (Eugenio Arcidiacono)Le aggressioni (Samanta Arsani)I borseggi (Eugenio Arcidiacono)Le aggressioni sessuali verso le donne in Emilia-Romagna. Una questione dimenticata? (Rossella Selmini e Eugenio Arcidiacono)PARTE SECONDA: LO SVILUPPO DELLE POLITICHELe politiche di sicurezza in Emilia-Romagna (Samanta Arsani e Rossella Selmini)La videosorveglianza e l´esperienza emiliano-romagnola (Gian Guido Nobili)
http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/sicurezza/sezioni/pubblicazioni/rapporti_annuali/2005/quaderno_31.pdf
mercoledì 25 giugno 2008

Verbale riunione del 25.6.2008

PARTITO DEMOCRATICO - BOLOGNA
FORUM SICUREZZA
VERBALE RIUNIONE 25.6.2008 (con due allegati)

Alle ore 18,30 del 25 giugno 2008 nella sala al secondo piano della sede del PD in Via della Beverara si è riunito il Forum “Sicurezza e Convivenza nello Spazio Pubblico” presieduto da Claudio Nunziata.
Vi hanno partecipato: Cosimo Braccasi, Otello Ciavatti, Libero Mancuso, Tita Parisi, Flavio Peccenini. Ha partecipato alla riunione il segretario Andrea De Maria.

1. Braccesi preliminarmente osserva che prima di elaborare un quadro delle azioni concrete da suggerire all’esecutivo del PD, che presuppone una conoscenza approfondita ed una visione di insieme di problematiche complesse, occorre strutturare la composizione del Forum individuando persone esperte che già in passato si siano occupate del tema.

Nunziata conviene sulle osservazioni di Braccesi osservando che la indicazione di alcune azioni concrete viene richiesta dalla segreteria per avere elementi di valutazione ai fini della conferenza programmatica prevista per il 19 luglio. Il segretario De Maria conferma questa esigenza.

Braccesi su invito dei membri del Forum si impegna ad indicare e contattare gli esperti che possano ampliare la composizione del Forum. Analogo impegno assumono Ciavatti e Nunziata. Tutti gli altri membri, anche non presenti, vengono sollecitati nello stesso senso.

Nunziata propone che nel corso dell’autunno le riunioni del Forum vengano svolte anche presso i quartieri per ascoltare le problematiche più sentite in materia nelle varie realtà territoriali.

2. Nunziata suggerisce di presentare alla segreteria come documento del Forum il primo documento elaborato nel mese di febbraio nonché il verbale della presente riunione con il testo da lui proposto che è stato integrato con i suggerimenti pervenuti da Marchesini e da Ronchi, facendo altresì presente che non sono pervenuti altri suggerimenti e proposte. Il testo Nunziata allegato al presente verbale viene integrato con alcune parti in corsivo che riflettono osservazioni emerse nel corso della riunione. In particolare quelle dell’assessore Mancuso, il quale ha osservato come alcune azioni concrete suggerite ed molte altre costituiscono già prassi normale dell’attività dell’amministrazione. Nunziata e gli altri membri del Forum sottolineano come sia necessario che l’amministrazione si impegni a rendere diffusa la conoscenza delle sue azioni sul tema della sicurezza, dal momento che la loro conoscenza può contribuire attivamente a ridurre la paura e le angosce indotte da certa stampa.

Rita Parisi richiama l’attenzione del Forum sui gravi problemi esistenti a livello nazionale in ordine ai meccanismi di nomina e di formazione del personale di polizia, denunziando come attualmente la quasi totalità degli ingressi in polizia avvenga per assorbimento dalle FF.AA. senza alcuna valutazione peraltro del possesso di una formazione adeguata allo svolgimento delle funzioni di polizia in ambito civile.

3. Nunziata ha riferito sui temi trattati nel corso dell’incontro di lunedì 23.6.2008 sui temi della sicurezza cui hanno partecipato i parlamentari Marco Minniti, Giuliano Barbolini e Walter Vitali. Ed in particolare sulla proposta di Minniti di sperimentare in Emilia Romagna l’esperienza di una sorta di “consulta sulla sicurezza”, tema che verrà approfondito nelle prossime riunioni.

4. Sottolinea l’esigenza di fornire indicazioni agli organizzatori della festa provinciale dell’Unità su confronti e dibattiti da i inserire nel programma:
- dei temi suggeriti da Marchesini i presenti manifestano piena adesione al primo tema suggerito (“Politica, educazione, legalità”) con la partecipazione di Stella, Colombo, Bastico, Cofferati, Armellini, Rossi Doria. Nunziata osserva che gli altri due temi suggeriti sono di competenza del Forum sulla Giustizia,
- Braccesi suggerisce “La politica della sicurezza urbana tra dimensione nazionale e dimensione locale” con la partecipazione dei parlamentari Giuliano Barbolini e Maria Fontana. Nunziata suggerisce la partecipazione dello stesso Braccesi.
- Ciavatti suggerisce un confronto sulla sicurezza di 10 famiglie con i membri del forum.
- Nunziata suggerisce la presentazione del libro “Toghe Rotte” di Bruno Tinti con il sottotitolo “I problemi strutturali del sistema giustizia”, al quale invitare, oltre all’autore, il prof. Stefano Zan (esperto di organizzazione giudiziaria), il magistrato Luigi Marini di Torino (già membro del CSM e direttore Generale del Dipartimento di statistica del Ministero della Giustizia), Claudio Castelli (direttore generale dell’organizzazione giudiziaria),
- Nunziata suggerisce ancora il tema “Lo stato di diritto e l’indipendenza dei suoi organi”, sottotitolo “Il rispetto dei principi costituzionali nei meccanismi di nomina e formazione dei giudici e degli organi di polizia giudiziaria come garanzia fondamentale di un esercizio indipendente della giurisdizione”, al quale potrebbero partecipare i dirigenti del SIULP Luigi Notari e Rita Parisi, componenti dell’ANM nazionale e/o regionale, la Prof. Patrizia Bellucci (dell’Università di Firenze) e Walter Vitali.

Viene allegato al presente verbale uno schema delle date disponibili per i dibattiti della festa.

Marchesini, al quale viene inviato il presente verbale è pregato di coordinare le iniziative suggerite dal Forum per la Festa.

5. La prossima riunione sarà indetta per la seconda metà di settembre, auspicando che per quella data sia già stati concretizzati i contatti per ampliare la composizione del Forum.
La riunione termina alle ore 20,20.

IL PRESIDENTE
Claudio NUNZIATA

P.S. – Il presente verbale potrà essere implementato dalle precisazioni ed integrazioni che ciascuno degli intervenuti potrà far pervenire entro i prossimi 5 giorni. Successivamente provvederò alla formale trasmissione al Prof. Galli.

Partito Democratico - Forum sulla sicurezza –documento proposto per la discussione alla prossima riunione da Claudio Nunziata

Migliorare la vivibilità urbana e ridurre le angosce
per rendere i cittadini più liberi

Vengono assunte in questi giorni iniziative governative dichiaratamente rivolte ad assicurare la sicurezza dei cittadini. Fatta eccezione per quella parte che riproduce il pacchetto sicurezza che era stato predisposto dal governo Prodi, esprimiamo una valutazione di netta e totale censura nei confronti della normativa volta a punire il solo fatto dell’ingresso clandestino dei cittadini di altri paesi o a qualificarlo come circostanza aggravante. E giudichiamo assolutamente inadeguata tutta quella parte che di fatto accentua la condizione di discriminazione processuale nei confronti dei clandestini e degli imputati di reati meno gravi. Tale impostazione, in assenza di misure strutturali in grado di incidere sui tempi della generalità dei processi, è oggettivamente rivolta ad assorbire nei confronti delle casistiche minori una percentuale esorbitante dell’impegno giudiziario a discapito della trattazione dei processi per reati più gravi, tra i quali quelli con parte civile e quelli con pena superiore ai sei anni ed inferiore ai dieci che hanno una ricaduta di gran lunga maggiore sulla sicurezza dei cittadini e che vengono ingiustificatamente sospesi. La sicurezza può essere assicurata solo dal corretto funzionamento dello stato di diritto e da sue risposte rese in tempi rapidi per qualsiasi tipo di delitto e da chiunque posto in essere, senza privilegi ingiustificati a favore di categorie di cittadini.
Sottolineiamo l’esigenza di uscire dalla logica angusta della categoria della sicurezza, termine al quale riteniamo debba essere attribuito il valore di grado di affidamento dei cittadini nella capacità del sistema pubblico di far fronte alle aspettative di miglioramento delle loro condizioni materiali. Ne rifiutiamo l’utilizzazione abusata rivolta a giustificare l’abbandono dei principi consolidati dello stato di diritto e dei parametri di solidarietà fissati dalla Carta Costituzionale, dai trattati europei e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, per eccitare latenti stati di insoddisfazione ed inquietudine che trovano la loro origine nella solitudine o nell’isolamento.
Ed a tale fine riteniamo utile che l’azione dell’ente locale sia conformata alle seguenti direttive:
1. ampliare ed assicurare a tutte le persone gli spazi di agibilità dei diritti
2. mai ridurre impegno sociale volto a rimuoverne le cause delle devianze
3. incentivare le iniziative rivolte alla inclusione sociale ed integrare all’interno delle strategie pubbliche la ricchezza sociale che proviene dalla presenza di tante comunità straniere
4. valorizzare il potenziale di valori solidali e di associazionismo della città
5. assicurare la responsabilizzazione delle persone ed un adeguato sostegno formativo ai giovani che ne abbiano bisogno
6. garantire il bene pubblico della sicurezza attraverso scelte urbanistiche adeguate
7. ridurre i danni prodotti dall’esistenza dei mercati illegali e governare il disordine che essi producono
8. monitorare le illegalità sistematiche e realizzare un circolo informativo virtuoso per la identificazione e repressione dei relativi fenomeni, disincentivando qualsiasi iniziativa privatistica sostitutiva delle attività di polizia
9. assicurare la centralità dei governi locali nel governo del bene pubblico della sicurezza ed un coordinamento efficace con tutte le amministrazioni centrali che possono contribuirvi
10. fornire sostegni tecnici e materiali adeguati per rendere effettivi, rapidi e presidiati da garanzie giurisdizionali e di recupero sociale i meccanismi di repressione dei reati.
E sulla base di esse suggeriamo di perseguire e/o di implementare le seguenti azioni concrete, nella consapevolezza che molte di esse già contraddistinguono l’elevato livello di risposta degli enti e dell’associazionismo locale alle esigenze dei cittadini :
a. introdurre nei piani urbanistici e di sviluppo edilizio una clausola di compatibilità con le esigenze di inclusione sociale ed una valutazione di assenza di condizioni atte a generare insicurezza e degrado;
b. Valutare la possibilità di spostare alcune grandi facoltà fuori dal centro al fine di decongestionare la zona universitaria gravata da una popolazione studentesca eccessiva,
c. evitare in quel contesto di creare situazioni di attrito che possano agevolare l’aggregazione di componenti diverse e compattare iniziative di resistenza alla applicazione delle normative comunali,
d. assicurare un forte impegno delle amministrazioni locali nella costruzione e gestione di luoghi e occasioni di ospitalità e aggregazione per le persone che non abbiano una dimora stabile nel territorio,
e. in relazione alle diffusa mobilità delle persone nel corso della giornata, assicurare la presenza sul territorio di un adeguato numero di servizi igienici e di servizi alla persona, nonché una carta per l’accesso gratuito ai servizi alle persone indigenti,
f. implementare il territorio di luoghi pubblici di incontro tra le persone, le generazioni, le comunità, le culture, le etnie e riconvertire verso l’inclusione sociale gran parte delle manifestazioni culturali nelle quali sia impegnato l’ente locale.
g. predisporre e favorire corsi per la conoscenza delle varie culture esistenti sul territorio, di educazione alla cittadinanza, alla legalità ed ai valori costituzionali, che siano rivolti agli studenti ed ai lavoratori, siano essi cittadini italiani, europei o extracomunitari;
h. assumere iniziative per ridurre al minimo l’abbandono scolastico e favorire corsi antibullismo;
i. assumere iniziative di formazione civica e teatrale nei confronti dei giovani a rischio e di quelli detenuti (non solo i minorenni, ma anche la fascia di età tra i 18 ed i 28 anni) in modo da ridurre le occasioni di recidiva almeno nei confronti di questa fascia che presenta maggiori disponibilità ad una ristrutturazione formativa;
j. predisporre strutture di sostegno informativo e legale alle famiglie dei giovani di cui al punto che precede in modo da venire incontro ai bisogni di assistenza, anche economica, che il disagio giovanile può aver determinato;
k. assicurare una adeguata assistenza alle detenute con figli minori favorendo la realizzazione di luoghi esterni al carcere ove le stesse possano trascorrere una parte consistente del loro tempo in compagnia dei figli minori,
l. intraprendere azioni costanti e penetranti per portare via dalla strada le ragazze minorenni straniere che non abbiano raggiunto i 18 anni,
m. assicurare forme di assistenza assicurativa, psicologica e legale in relazione a scippi, furti e rapine subiti dagli anziani e dalle persone in difficoltà,
n. studiare occasioni di coinvolgimento dei senza tetto in attività di responsabilizzazione socialmente utili,
o. favorire l’opera di mediatori in grado di smorzare o attutire una certa percezione indotta dalla amplificazione delle “paure” di perdita di buone condizioni materiali operata dai media o comunque generate da oggettive situazioni di cambiamento. Ed attraverso questa mediazione far sentire comunque le persone al riparo della comunità, senza per questo lasciar degenerare il quadro dei valori di solidarietà che ha sempre caratterizzato le tradizioni del territorio. Prevedere che la eventuale presenza rassicurativa di gruppi di volontari in zone a rischio sia subordinata a tempi e modalità prestabiliti in via generale e sia svolta solo di concerto con altre iniziative mirate al tema della vivibilità organizzate dal quartiere.
p. al fine di contrastare le amplificazioni strumentali, impegnarsi a diffondere valutazioni rese da parte di organi indipendenti parametrate ai vari nuclei sociali: gli anziani, i fenomeni sociali emergenti, coloro che vivono nelle zone a forte concentrazione extracomunitaria, coloro che vivono in case isolate, i giovani, la condizione della libertà di movimento delle donne, il rapporto droga/scuola, etc.
q. Oggi gli strumenti elettronici, fotografici e telefonici con le conseguenti possibilità di documentare fedelmente e di comunicare rapidamente sono tali da rappresentare di per sé un meccanismo di oggettiva dissuasione. Occorre poter contare su una loro diffusione come evitare l’aggregazione eccessiva di forme di devianza nonché di isolamento eccessivo, in particolare delle persone più deboli.
r. creare un sistema di sensori sparsi nelle zone a rischio per monitorare il livello di inquinamento acustico notturno, ricorrendo anche alla collaborazione dei cittadini per la identificazione dei luoghi utili alla loro collocazione, in modo da poter disporre di una mappatura oggettiva che possa giustificare iniziative adeguate rivolte ad assicurare il rispetto dei livelli fissati dal piano acustico cittadino,
s. adoperarsi per la creazione di un numero telefonico di emergenza unico per qualsiasi esigenza come previsto dalle direttive comunitarie,
t. creare una rete per la prestazione di assistenza e consulenza ai cittadini che siano vittima di situazioni che generano insicurezza, nonché una centrale operativa per la raccolta di informazioni che possano contribuire a contrastare qualsiasi forma di illegalità diffusa o criminalità mafiosa. La prospettiva è quella di orientare e sollecitare la collaborazione dei cittadini e mettere le relative disponibilità informative a disposizione, a seconda dei casi, delle amministrazioni competenti, degli organi di polizia o della magistratura,
u. ai patti per la sicurezza, che sinora hanno realizzato ottimi risultati, dovrà seguire un’opera di monitoraggio continuo per il mantenimento degli standard necessari. Occorrerà fare altrettanto per assicurare il buon funzionamento anche del sistema della repressione da parte della magistratura penale e della soluzione delle controversie civili, amministrative e di qualsiasi natura,.
v. monitorare i tempi di attesa tra le richieste di intervento e di aiuto da parte di cittadini in difficoltà e di temporanea insicurezza e l’intervento, a seconda dei casi, degli organi di polizia o di mediatori specializzati,
w. coinvolgere nei piani per la sicurezza tutte le istituzioni che operano a livello locale, sollecitando un impegno anche economico da parte delle fondazioni e dei soggetti economici che possano essere destinatari dei relativi benefici,
x. creare sui temi della sicurezza e della convivenza urbana occasioni periodiche di confronto e collaborazione in ambito provinciale tra tutti gli enti, soggetti associativi, sindacati ed operatori interessati – una sorta di “consulta per la legalità e la convivenza” - al fine di monitorare il livello di risposta dei servizi ed elaborare strategie condivise per il raggiungimento o mantenimento degli standard prefissati,
y. predisporre un piano di pubblicizzazione delle azioni intraprese con l’obbiettivo di rassicurare i cittadini,
z. elaborare un piano finanziario pluriennale per determinare le esigenze finanziarie necessarie e prestabilire le scadenze per la attuazione degli obiettivi più urgenti e quelli che possono essere scaglionati nel tempo.
La città di Bologna per sua tradizione sa di poter ancora contare sulla disponibilità dei propri cittadini di essere sensori di legalità. La consapevolezza e l’orgoglio di questo livello di civismo sono di per sé fattori che possono contribuire a dare sicurezza: occorre solo che i pubblici poteri, l’associazionismo e la stampa più responsabile si facciano carico di rendere adeguata rilevanza alla loro efficacia.
Bologna, 25 giugno 2008


calendario festa unità 2008 (omissis)
lunedì 16 giugno 2008

Contributo del Coordinatore

Partito Democratico - Forum sulla sicurezza - proposta di sintesi di Claudio Nunziata

Migliorare la vivibilità urbana e ridurre le angosce
per rendere i cittadini più liberi

Vengono assunte in questi giorni iniziative governative dichiaratamente rivolte ad assicurare la sicurezza dei cittadini. Fatta eccezione per quella parte che riproduce il pacchetto sicurezza che era stato predisposto dal governo Prodi, esprimiamo una valutazione di netta e totale censura nei confronti della normativa volta a punire il solo fatto dell’ingresso clandestino dei cittadini di altri paesi o a qualificarlo come circostanza aggravante. E giudichiamo assolutamente inadeguata tutta quella parte che di fatto accentua la condizione di discriminazione processuale nei confronti dei clandestini e degli imputati di reati meno gravi. Tale impostazione, in assenza di misure strutturali in grado di incidere sui tempi della generalità dei processi, è oggettivamente rivolta ad assorbire nei confronti delle casistiche minori una percentuale esorbitante dell’impegno giudiziario a discapito della trattazione dei processi per reati più gravi, tra i quali quelli con parte civile e quelli con pena superiore ai sei anni ed inferiore ai dieci che hanno una ricaduta di gran lunga maggiore sulla sicurezza dei cittadini e che vengono ingiustificatamente sospesi. La sicurezza può essere assicurata solo dal corretto funzionamento dello stato di diritto e da sue risposte rese in tempi rapidi per qualsiasi tipo di delitto e da chiunque posto in essere, senza privilegi ingiustificati a favore di categorie di cittadini.
Sottolineiamo l’esigenza di uscire dalla logica angusta della categoria della sicurezza, termine al quale riteniamo debba essere attribuito il valore di grado di affidamento dei cittadini nella capacità del sistema pubblico di far fronte alle aspettative di miglioramento delle loro condizioni materiali. Ne rifiutiamo l’utilizzazione abusata rivolta a giustificare l’abbandono dei principi consolidati dello stato di diritto e dei parametri di solidarietà fissati dalla Carta Costituzionale, dai trattati europei e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, per eccitare latenti stati di insoddisfazione ed inquietudine che trovano la loro origine nella solitudine o nell’isolamento.
Ed a tale fine riteniamo utile che l’azione dell’ente locale sia conformata alle seguenti direttive:
1. ampliare ed assicurare a tutte le persone gli spazi di agibilità dei diritti
2. mai ridurre impegno sociale volto a rimuoverne le cause delle devianze
3. incentivare le iniziative rivolte alla inclusione sociale ed integrare all’interno delle strategie pubbliche la ricchezza sociale che proviene dalla presenza di tante comunità straniere
4. valorizzare il potenziale di valori solidali e di associazionismo della città
5. assicurare la responsabilizzazione delle persone ed un adeguato sostegno formativo ai giovani che ne abbiano bisogno
6. garantire il bene pubblico della sicurezza attraverso scelte urbanistiche adeguate
7. ridurre i danni prodotti dall’esistenza dei mercati illegali e governare il disordine che essi producono
8. monitorare le illegalità sistematiche e realizzare un circolo informativo virtuoso per la identificazione e repressione dei relativi fenomeni, disincentivando qualsiasi iniziativa privatistica sostitutiva delle attività di polizia
9. assicurare la centralità dei governi locali nel governo del bene pubblico della sicurezza ed un coordinamento efficace con tutte le amministrazioni centrali che possono contribuirvi
10. fornire sostegni tecnici e materiali adeguati per rendere effettivi, rapidi e presidiati da garanzie giurisdizionali e di recupero sociale i meccanismi di repressione dei reati.
E sulla base di esse suggeriamo di perseguire e/o di implementare le seguenti azioni concrete, nella consapevolezza che molte di esse già contraddistinguono l’elevato livello di risposta degli enti e dell’associazionismo locale alle esigenze dei cittadini :
a. introdurre nei piani urbanistici e di sviluppo edilizio una clausola di compatibilità con le esigenze di inclusione sociale ed una valutazione di assenza di condizioni atte a generare insicurezza e degrado;
b. Valutare la possibilità di spostare alcune grandi facoltà fuori dal centro al fine di decongestionare la zona universitaria gravata da una popolazione studentesca eccessiva,
c. evitare in quel contesto di creare situazioni di attrito che possano agevolare l’aggregazione di componenti diverse e compattare iniziative di resistenza alla applicazione delle normative comunali,
d. assicurare un forte impegno delle amministrazioni locali nella costruzione e gestione di luoghi e occasioni di ospitalità e aggregazione per le persone che non abbiano una dimora stabile nel territorio,
e. in relazione alle diffusa mobilità delle persone nel corso della giornata, assicurare la presenza sul territorio di un adeguato numero di servizi igienici e di servizi alla persona, nonché una carta per l’accesso gratuito ai servizi alle persone indigenti,
f. implementare il territorio di luoghi pubblici di incontro tra le persone, le generazioni, le comunità, le culture, le etnie e riconvertire verso l’inclusione sociale gran parte delle manifestazioni culturali nelle quali sia impegnato l’ente locale.
g. predisporre e favorire corsi per la conoscenza delle varie culture esistenti sul territorio, di educazione alla cittadinanza, alla legalità ed ai valori costituzionali, che siano rivolti agli studenti ed ai lavoratori, siano essi cittadini italiani, europei o extracomunitari;
h. assumere iniziative per ridurre al minimo l’abbandono scolastico e favorire corsi antibullismo;
i. assumere iniziative di formazione civica e teatrale nei confronti dei giovani a rischio e di quelli detenuti (non solo i minorenni, ma anche la fascia di età tra i 18 ed i 28 anni) in modo da ridurre le occasioni di recidiva almeno nei confronti di questa fascia che presenta maggiori disponibilità ad una ristrutturazione formativa;
j. predisporre strutture di sostegno informativo e legale alle famiglie dei giovani di cui al punto che precede in modo da venire incontro ai bisogni di assistenza, anche economica, che il disagio giovanile può aver determinato;
k. assicurare una adeguata assistenza alle detenute con figli minori favorendo la realizzazione di luoghi esterni al carcere ove le stesse possano trascorrere una parte consistente del loro tempo in compagnia dei figli minori,
l. intraprendere azioni costanti e penetranti per portare via dalla strada le ragazze minorenni straniere che non abbiano raggiunto i 18 anni,
m. assicurare forme di assistenza assicurativa, psicologica e legale in relazione a scippi, furti e rapine subiti dagli anziani e dalle persone in difficoltà,
n. studiare occasioni di coinvolgimento dei senza tetto in attività di responsabilizzazione socialmente utili,
o. favorire l’opera di mediatori in grado di smorzare o attutire una certa percezione indotta dalla amplificazione delle “paure” di perdita di buone condizioni materiali operata dai media o comunque generate da oggettive situazioni di cambiamento. Ed attraverso questa mediazione far sentire comunque le persone al riparo della comunità, senza per questo lasciar degenerare il quadro dei valori di solidarietà che ha sempre caratterizzato le tradizioni del territorio. Prevedere che la eventuale presenza rassicurativa di gruppi di volontari in zone a rischio sia subordinata a tempi e modalità prestabiliti in via generale e sia svolta solo di concerto con altre iniziative mirate al tema della vivibilità organizzate dal quartiere.
p. al fine di contrastare le amplificazioni strumentali, impegnarsi a diffondere valutazioni rese da parte di organi indipendenti parametrate ai vari nuclei sociali: gli anziani, i fenomeni sociali emergenti, coloro che vivono nelle zone a forte concentrazione extracomunitaria, coloro che vivono in case isolate, i giovani, la condizione della libertà di movimento delle donne, il rapporto droga/scuola, etc.
q. Oggi gli strumenti elettronici, fotografici e telefonici con le conseguenti possibilità di documentare fedelmente e di comunicare rapidamente sono tali da rappresentare di per sé un meccanismo di oggettiva dissuasione. Occorre poter contare su una loro diffusione come evitare l’aggregazione eccessiva di forme di devianza nonché di isolamento eccessivo, in particolare delle persone più deboli.
r. creare un sistema di sensori sparsi nelle zone a rischio per monitorare il livello di inquinamento acustico notturno, ricorrendo anche alla collaborazione dei cittadini per la identificazione dei luoghi utili alla loro collocazione, in modo da poter disporre di una mappatura oggettiva che possa giustificare iniziative adeguate rivolte ad assicurare il rispetto dei livelli fissati dal piano acustico cittadino,
s. adoperarsi per la creazione di un numero telefonico di emergenza unico per qualsiasi esigenza come previsto dalle direttive comunitarie,
t. creare una rete per la prestazione di assistenza e consulenza ai cittadini che siano vittima di situazioni che generano insicurezza, nonché una centrale operativa per la raccolta di informazioni che possano contribuire a contrastare qualsiasi forma di illegalità diffusa o criminalità mafiosa. La prospettiva è quella di orientare e sollecitare la collaborazione dei cittadini e mettere le relative disponibilità informative a disposizione, a seconda dei casi, delle amministrazioni competenti, degli organi di polizia o della magistratura,
u. ai patti per la sicurezza, che sinora hanno realizzato ottimi risultati, dovrà seguire un’opera di monitoraggio continuo per il mantenimento degli standard necessari. Occorrerà fare altrettanto per assicurare il buon funzionamento anche del sistema della repressione da parte della magistratura penale e della soluzione delle controversie civili, amministrative e di qualsiasi natura,.
v. monitorare i tempi di attesa tra le richieste di intervento e di aiuto da parte di cittadini in difficoltà e di temporanea insicurezza e l’intervento, a seconda dei casi, degli organi di polizia o di mediatori specializzati,
w. coinvolgere nei piani per la sicurezza tutte le istituzioni che operano a livello locale, sollecitando un impegno anche economico da parte delle fondazioni e dei soggetti economici che possano essere destinatari dei relativi benefici,
x. creare sui temi della sicurezza e della convivenza urbana occasioni periodiche di confronto e collaborazione in ambito provinciale tra tutti gli enti, soggetti associativi, sindacati ed operatori interessati – una sorta di “consulta per la legalità e la convivenza” - al fine di monitorare il livello di risposta dei servizi ed elaborare strategie condivise per il raggiungimento o mantenimento degli standard prefissati,
y. predisporre un piano di pubblicizzazione delle azioni intraprese con l’obbiettivo di rassicurare i cittadini,
z. elaborare un piano finanziario pluriennale per determinare le esigenze finanziarie necessarie e prestabilire le scadenze per la attuazione degli obiettivi più urgenti e quelli che possono essere scaglionati nel tempo.
La città di Bologna per sua tradizione sa di poter ancora contare sulla disponibilità dei propri cittadini di essere sensori di legalità. La consapevolezza e l’orgoglio di questo livello di civismo sono di per sé fattori che possono contribuire a dare sicurezza: occorre solo che i pubblici poteri, l’associazionismo e la stampa più responsabile si facciano carico di rendere adeguata rilevanza alla loro efficacia.
Bologna, 25 giugno 2008